Posts Tagged ‘Trofimena’

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MINORI: FESTEGGIAMENTI DI S. FEBRONIA-TROFIMENA 2013

30 giugno 2013

manifesto-2013-a-sammarcoSabato 13 luglio Minori festeggia Santa Trofimena, protettrice della Città del Gusto. Il legame che unisce il Popolo minorese alla Santa Patrona è molto profondo e nonostante la durata più che millenaria è quanto mai vivo. Un legame che ha sempre condizionato lo sviluppo e la crescita civile, sociale oltre che religiosa della città di Minori.

È lecito, infatti, affermare che lo stesso sviluppo urbano della città sia stato fortemente condizionato dalla presenza sul territorio delle sacre spoglie: se nei primi secoli del medioevo, infatti, il centro urbano si sviluppava sulle colline a nord, luogo sicuro e facile da difendere dalle incursioni delle popolazioni barbare dell’età tardo-antica, a partire dal VII-VIII secolo, in concomitanza con l’arrivo delle reliquie di Santa Trofimena, lo sviluppo del tessuto urbano si è progressivamente spostato a valle, intorno alla chiesa eretta in suo onore.

La fonte storica dalla quale è possibile cogliere tutti questi dati è rappresentata dall’agiografia medievale scritta in suo onore. Autore di questa mirabile opera fu un anonimo sacerdote di Minori che nei primi decenni del X secolo redasse una cronaca dal titolo Historia Inventionis ac Traslazioni et miracula Sanctase Trofimenae. Scritta in caratteri longobardi e divisa in tre capitoli, l’Historia rappresenta l’unica vera fonte dalla quale è possibile cogliere le notizie relative al ritrovamento del corpo della martire, alle diverse traslazioni operate nel corso dei secoli e ai miracoli da essa operati.

Un racconto che prende avvio dalla narrazione delle vicende legate al ritrovamento del corpo della santa sulla spiaggia di Minori per opera di una donna del paese, recatasi presso la foce del fiume Reginna per lavare i suoi panni, per poi continuare con l’esposizione degli avvenimenti che ebbero come protagonista il principe beneventano Sicardo, procacciatore di reliquie per la chiesa di Benevento, che nel 838 nell’invadere e conquistare la città di Amalfi sottrasse al popolo di Minori il corpo della santa. Solo dopo la sua morte, avvenuta dopo quasi un anno, il 13 luglio dell’839 S. Trofimena fece ritorno a Minori.

Come è stato giustamente più volte notato l’autore non fornisce tutta una serie di importanti informazioni, come per esempio la data esatta del ritrovamento, la tradizione popolare ha successivamente fissato nel 640 d.C. l’anno del miracoloso ritrovamento, notizia confermata dal più importante storico di Minori Pompeo Troiano.

Nulla sappiamo degli anni della sua fanciullezza, le uniche informazioni sono riportati dai versi scolpiti sull’urna di marmo contenente i suoi resti mortali, da essi si apprende che la fanciulla Trofimena subì il martirio per opera dei pagani; il suo corpo trovò pace nelle acque del mare, chiuso in un’urna di marmo e guidata da un angelo scelse come sua dimora terrena la città di Minori.

Le lacune presenti nell’Historia vengono colmate in età moderna, grazie anche alle accurate ricerche demoscopiche dell’umanista Quinto Mario Corrado, ricerche che si conclusero con la realizzazione di un’opera agiografica, condivisa e approfondita dallo studioso pattese Proto nel 1605.

1002806_3218791604765_415118431_nPROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI

3 – 11 luglio: Novena di preghiera

Giorni feriali

ore 8 S. Messa in Cripta

ore 18.30 S. Rosario e Coroncina

ore 19 S. Messa in Basilica

Domenica 7 -XIV per annum

ore 9 S. Messa in Arciconfraternita

ore 10.30 – 19 Ss. Messe in Basilica

Giovedì 11 luglio: Termine della Novena

“… le Sacre Reliquie partirono da Benevento …”

ore 8 – 19 Ss. Messe in Basilica

ore 19.30 Giro per le vie del paese Premiato Concerto Bandistico “Città di Minori” diretto dal M° Giovanni Vuolo

ore 21.30 Serata musicale in piazza Cantilena

Venerdì 12 luglio: Vigilia

“… i Salernitani, clero e popolo, accolsero le Venerate Ossa della Santa Verginella …”

ore 8 S. Messa in Cripta

ore 8.45 Arrivo dello Storico Premiato Gran Concerto Bandistico “Città di Conversano” diretto dal Maestro Concertatore Compositore prof. Vincenzo Cammarano

ore 11 Matinée di musica lirico – sinfonica in Piazza Cantilena

ore 19.30 Lucernario, Annuncio della Festa, Esposizione della Venerata Statua di S. Trofimena, Primi Vespri

Segue Commemorazione delle vittime della violenza e della guerra

ore 21.30 Serata musicale in piazza Cantilena

Sabato 13 luglio: Festa della Traslazione delle Reliquie di S. Trofimena da Benevento a Minori

“… all’alba le sacre Reliquie furono accolte con tripudio dai Minoresi …”

ore 7,30 – 9 – 10.30 Ss. Messe

ore 8.45 Arrivo del Premiato Gran Concerto Musicale “Città di Noicàttaro” diretto dal Maestro Concertatore prof. Rocco Eletto

ore 11 Matinée di musica lirico sinfonica in Piazza Cantilena

ore 19 Solenne Pontificale presieduto da S. Ecc.za Mons. Mario Giordana, Arcivescovo titolare di Minori, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

La celebrazione sarà animata dal coro polifonico “Amici di S. Francesco” diretto dal Maestro Candido Del Pizzo

ore 20.30 Processione della Venerata Statua di S. Trofimena per le vie del paese

ore 22 Serata musicale in Piazza Cantilena

ore 24 Sullo specchio d’acqua antistante il lungomare di Minori spettacolo pirotecnico a cura della ditta “Pirotecnica Mansi” di Marco Mansi di Maiori (SA)

A seguire finale della serata musicale

Domenica 14 -XV per annum

“… l’Urna benedetta venne deposta sotto l’antico altare …”

ore 9 S. Messa in Arciconfraternita

ore 10.30 S. Messa in Basilica

ore 19 S. Messa in Basilica, Te Deum e Reposizione della Statua.

ore 21.30 Musiche dal Mondo: spettacolo musicale del gruppo “Sestetto Italiano” in Piazza Cantilena, offerto dal Comune di Minori

L’artistica illuminazione è allestita dalla ditta “Tecno Service Illuminazione”

L’addobbo floreale in Basilica è a cura della ditta Ferrigno di Minori

Divertimento per i bambini con il “Teatro Nazionale dei Burattini” dei F.lli Ferraiolo presso il lungomare “California”

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Delegazione Pattese in costiera Amalfitana, Patti e Minori devoti e uniti da Santa Febronia.

8 novembre 2011

Erano presenti anche il Sindaco di Patti, Avv. Giuseppe Mauro Aquino, ed il Presidente del Consiglio Comunale, Avv. Giorgio Cangemi, alla gita a Minori (Sa) organizzata dalla parrocchia Cattedrale di Patti, svoltasi nel fine settimana. Una gita-pellegrinaggio che si è trasformata in un vero e proprio gemellaggio con la cittadina campana, nella cui Basilica è custodito il corpo di una pattese illustre, Santa Febronia. Le spoglie della patrona di Patti, infatti, si trovano nella chiesa di Minori dove la Santa è venerata con il nome di Trofimena. Ad accogliere la delegazione di cittadini pattesi, guidata dal parroco della Cattedrale, don Enzo Smriglio, è stato il primo cittadino di Minori, dott. Andrea Reale, insieme al parroco don Pasquale Gentile. La visita a Minori è coincisa con una delle tre feste dedicate alla patrona durante l’anno. La permanenza nel piccolo centro della costiera Amalfitana ha permesso al Sindaco Aquino ed al presidente del Consiglio Cangemi di gettare le basi per uno scambio culturale tra i due comuni, legati tra loro dalla devozione alla stessa Santa.

Entusiasta il Sindaco Aquino per l’accoglienza ricevuta dall’Amministrazione Comunale di Minori e da tutta la cittadinanza. Al termine dei tre giorni di permanenza a Minori, il Sindaco Reale ha comunicato al primo cittadino di Patti che nel prossimo mese di maggio una delegazione di Minoresi, da lui guidata, ricambierà la visita e soggiornerà per alcuni giorni a Patti per scoprirne le bellezze, e per visitare i luoghi dove visse Santa Febronia.

Patti, 8 novembre 2011

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UN MISTERO DI NOME FEBRONIA. Il nuovo saggio agiografico di Maria Stelladoro

23 giugno 2011

di Luca Bardaro

Febronia è un nome insolito che non si dimentica facilmente. Febronia è una figura controversa, santa o dea, che non manca di incuriosire. Febronia la dotta monaca, l’asceta, la catechista, la vergine e la martire. Febronia, ponte che unisce l’Oriente all’Occidente. Febronia che sfugge, che si cela nelle fitte nebbie del mistero, che scompare e riappare nei luoghi più impensabili. Febronia, antico e indissolubile legame che lega tre città altrimenti ignare l’una dell’altra – Patti, Palagonia, Minori. Febronia è un rompicapo per storici, agiografi e clericali. Nulla di scontato o di banale in questa figura… una lunga genesi che forse non si esaurirà mai, perché certe figure si collocano in un territorio dove il leggendario e lo storico si fondono in modo inestricabile. La ricca bibliografia annovera alcuni tra i nomi più autorevoli degli studi agiografici contemporanei, tra i quali Reginald Grégoire e Paolo Chiesa, che proprio a lei hanno dedicato i loro studi circa un decennio fa. Adesso è Maria Stelladoro (studiosa di agiografia greco-latina, specialista in paleografia e codicologia greca presso la Scuola Vaticana di Paleografia) con il suo nuovo libro Santa Febronia di Nisibi, martire sotto Diocleziano, edizioni Velar-Elledici, 2011, ad aggiungere un nuovo tassello a questa lunga storia e tentare di sbrogliare la matassa, cercando di mettere ordine nelle varie tradizioni che ruotano attorno a questa affascinante figura. Il corposo libro traccia un excursus storico attraverso la consultazione dei numerosi testimoni agiografici sparsi nelle varie biblioteche e Archivi di Stato in Europa e non solo, cui si affianca la registrazione delle testimonianze di culto presenti qua e là. Ampio spazio è riservato poi agli aspetti cultuali presenti nelle tre principali località in cui S. Febronia viene ancora oggi venerata con particolare fervore: a Palagonia (CT), dove la tradizione rimane coerentemente legata al racconto agiografico che la colloca nella terra di Mesopotamia; a Patti (ME) e Minori (SA), dove invece per inveterata tradizione la pietà popolare, oltre ad affibbiarle il curioso nome di Trofimena, la ritiene essere una santa siciliana vissuta e martirizzata proprio nella città di Patti. Questo studio della Stelladoro, come già quelli che l’hanno preceduto, serve una volta di più a smentire l’ipotesi di una omologa santa siciliana, ed a ricondurre tali culti all’originale personaggio mesopotamico, la cui presenza devozionale in Occidente si deve all’influsso bizantino che interessò particolarmente il Sud-Italia. E d’altra parte dissocia anche l’antroponimo Trofimena da quello di Febronia, riferendolo più verosimilmente ad un’altra santa originaria di Lione, come già aveva fatto Grégoire. Accanto ai metodi tradizionali dello studio agiografico, fondamentale si è rivelato certamente anche l’apporto delle moderne tecnologie, internet soprattutto, grazie alle quali oggi è possibile accedere ad una mole di informazioni globalmente condivise attraverso il web (basti ad esempio effettuare una ricerca con Google libri, per rendersi conto di quanti testi, spesso introvabili, è possibile consultare in riferimento alla voce ricercata).

A tal riguardo, come più volte richiamato dall’autrice nelle note al testo, và segnalato come tutta la parte del libro che illustra il culto di S. Febronia nella città di Palagonia e sulla sua diffusione in altre aree del Mediterraneo, attinge ampiamente agli studi di Giuseppe Maggiore, già pubblicati a partire della fine del 2004 sul sito http://www.amedit.it, nonché sulle riviste a stampa curate dall’associazione Amedit; si vedano ad esempio: l’inserto Amedit sul n°2 del giornale “Chiesa Madre” del giugno 2004; il numero unico Una finestra sull’arte (Amedit, 2007), per quanto riguarda il culto a Palagonia; la rivista Amedit Magazine (n° 1, dicembre 2009), per quanto concerne la derivazione del culto da quello pagano della dea Febris; sempre sulla rivista Amedit Magazine (n° 3, giugno 2010) l’ampio articolo “Dall’Oriente all’Occidente il culto millenario di Santa Febronia”, che già menziona le varie testimonianze di culto in Italia e all’estero. Interessante la sezione del volume dedicata ai personaggi storici omonimi (anche a tal riguardo, si rimanda alle voci “Febronia” e “Santa Febronia” su Wikipedia, create proprio su iniziativa di Maggiore). Il libro, per la grande mole di documenti e notizie che fornisce, costituisce indubbiamente un prezioso strumento per quanti volessero approfondire la conoscenza sulla figura di Febronia. La sua pubblicazione è stata resa possibile grazie al parroco della Chiesa Madre di Palagonia, don Santo Galesi, che con profondo entusiasmo e sensibilità ne ha patrocinato la stampa, ed al supporto dell’associazione Amedit-Amici del Mediterraneo, che negli anni ha profuso un notevole impegno nel valorizzare questa figura (si ricordino le mostre: “La santa venuta dall’Oriente”, del 2002; “S. Febronia, l’antica Pasqua dei palagonesi”, del 2004, in occasione della quale si prodigò per il recupero di preziosi reperti fotografici; e “Quando spuntava tra i mandorli”, del 2006. In ultimo, la partecipazione alla realizzazione del documentario “L’eremo di S. Febronia. I luoghi, il culto, la memoria”, prodotto dalla Fine Art Produzioni e presentato alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto (TR) nell’ottobre 2010).

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FEBRONIA, LA SANTA DEI MISTERI

1 marzo 2010

Storia e Leggenda sono il più delle volte inconciliabili e questo lo sanno bene i pattesi che ormai da tempo vedono continuamente rimessa in discussione o addirittura sconfessata la “biografia” della loro amata patrona nonché concittadina Santa Febronia. In questi casi, si sa, la fede sovrasta, è di molto, la ricerca storica ma se da un lato questo può far piacere vista la mancanza di religiosità dei giorni nostri, dall’altro non ci si può lasciare trascinare da un bigottismo che offende l’intelligenza umana e, perché no, anche divina.

Sono tanti i dubbi, tante le incertezze e i buchi neri nell’agiografia della santa di Patti che nasconde un carattere ambiguo anche nel suo doppio nome: mentre, infatti, i pattesi la chiamano Febronia, gli abitanti di Minori, cittadina della costiera Amalfitana, venerano la stessa santa con il nome di Trofimena. Ma qual è il filo rosso che lega queste due cittadine? Secondo la leggenda tramandata nei secoli tra i fedeli, Febronia, bellissima giovane figlia di un benestante pattese di religione pagana, si converte al cristianesimo ricevendo il battesimo dalle mani di S. Agatone in un luogo emblematico detto Acquasanta, ancora oggi molto conosciuto dagli abitanti di Patti e dei paesi limitrofi. Febronia in breve tempo assurge alla piena fede nel nuovo Dio e decide di vivere casta e di dedicarsi unicamente alla preghiera e alla meditazione. Il padre non tollera la decisione della giovane poiché per lei aveva già previsto un futuro da moglie al fianco di un giovane distinto e nobile. Febronia resiste alle lusinghe e in seguito alle minacce del padre ed è costretta a rifugiarsi più volte presso il Monte di Giove, dove oggi sorge la nota contrada marittima di Mongiove. Nell’ultimo disperato tentativo di evitare l’ira del padre la giovinetta si getta in mare riuscendo a raggiungere la sponda al di là del monte. Tuttavia sarà lo stesso catturata dal genitore che accecato dal rancore infierirà su di lei fino ad ucciderla. Siamo nel IV d.C. sotto l’impero di Diocleziano ed è ancora molto forte l’odio nei confronti dei cristiani. La leggenda prosegue dicendo che il corpo di Febronia trasportato prodigiosamente dai flutti (o da alcuni cristiani) dalla costa pattese arriverà fino in Campania, ed esattamente in un piccolo borgo di pescatori chiamato Minori. Qui dopo anni di oblio l’urna che custodiva la santa viene ritrovata da una lavandaia sulla spiaggia ed in seguito i minoritari riconoscono in quelle spoglie la vergine Trofimena. Il culto diviene tanto importante da indurre la città di Minori a costruire una chiesa in onore della vergine che diventa così la santa patrona della cittadina. Fin qui la leggenda.  Ma che relazione può esserci tra questa sequenza di fatti e la realtà storica? Secondo gli studiosi nessuna, o meglio, non vi sono fonti e dati certi che possano provare l’esistenza di una santa nata, vissuta e martirizzata a Patti col nome di Febronia.

Gli studiosi, con a capo il più grande agiologo vivente, Réginald Grégoire, sono convinti che in realtà di S. Febronia ne sia esistita soltanto una, nata intorno alla fine del III secolo in Mesopotamia e precisamente a Sibapoli Nisibi (odierna Nusaybin al confine tra la Turchia e la Siria). Quest’ultima, orfana a soli due anni, crebbe sotto le cure della zia e di una religiosa di nome Tomaide, in seno a una di quelle prime forme di vita comunitaria sperimentate in Oriente. Anche questa Febronia conduce una vita fatta di castità e preghiera e anche lei subisce il martirio proprio durante le persecuzioni contro i cristiani perpetrate dai soldati dell’imperatore Diocleziano. Di questa storia esiste una vera e propria tradizione scritta testimoniata da diversi codici sparsi in mezza Europa. Negli scritti, esistenti in diverse varianti ma tutti derivanti da una stessa fonte, si apprende che a redigere la Passio Febroniae sia stata Tomaide, la consorella della santa. A sostegno della tesi di Grégoire da tempo si è schierato anche lo studioso Paolo Chiesa, che in passato si è occupato delle varie versioni latine dalla Passio Febroniae.  In definitiva questi autorevoli esperti concordano sull’esclusiva esistenza della santa di Nisibi e giustificano la presenza di una santa omonima proprio a Patti dicendo che questa è solo un’influenza del grande culto riservato alla Febronia siriaca intorno al VII secolo quando l’imperatore bizantino Eraclio aveva una figlia che portava questo nome. Casualità? Chi può mai dirlo? Certo è che, nonostante gli studi e le ricerche continuino a far scoprire verità stravolgenti e forse scomode, la fede vince tutto. D’altronde bella e commovente è la storia dell’incantevole giovane che sceglie Dio al posto della vita, e poco importa se S. Febronia sia nata a Patti o in Mesopotamia: i pattesi sempre con la stessa devozione continuano a pregarla e ad onorarla.

Salvatore Pantano

(da Hermes, percorsi culturali, turistici, enogastronomici della Provincia di Messina, n. 14 – marzo 2009)

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