Posts Tagged ‘minori (sa)’

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Santa Febronia-Trofimena nell’opera di Leonardo Prencipe

15 agosto 2013

Leonardo Prencipe
Santa Trofimena (80×100, olio su pioppo, collezione privata)

leonardo_prencipe_febroniaL’opera, eseguita da un osservatore laico non credente, è il tentativo riuscito di una lettura filologicamente aggiornata della tradizionale iconografia oleografica cui sono legati con affetto i devoti minoresi di Trofimena-Febronia, venerata martire del III secolo.
La figura è rappresentata con tratti che intendono rimarcare le origini del culto medio-orientale della Santa esportato nelle nostre terre mediterranee dai monaci di S. Basilio.
La scelta di rappresentare l’umanità di Trofimena attraverso una dichiarata femminilità e di rendere le giovenche proporzionate rispetto al soggetto centrale, diversamente dalla tradizionale iconografia, deriva dal concetto secondo il quale la Santa è innanzitutto una persona umana, comune, vicina, e come tale va rappresentata.
Uno scorcio della cittadina fa da aureola al suo volto, coronandole simbolicamente il capo a sottolineare il legame esclusivo che vincola Minori e i suoi abitanti a Trofimena, assegnandone ad entrambe una forte e delineata identità che ha costituito da sempre uno storico e indissolubile binomio.
Nell’opera sono presenti tre riferimenti allegorici all’antica costituzione della città che, come le altre di origine medievale presenti sulla Costa, era suddivisa in tre insediamenti: quello marittimo, quello agricolo e quello più propriamente urbano. Quest’ultimo è rappresentato dalla Santa stessa in quanto donna, cittadina ed emblema della città; quello marittimo ha per simbolo iconografico i fioroni della corona, il “pancratium leonardo_prencipe_trofimenamaritimum” anche conosciuto come “giglio di mare”, fiore che cresce spontaneamente sui litorali italiani; l’area agricola trova la sua rappresentazione nelle due giovenche che idealmente trascinano l’immagine di Trofimena-Febronia al di fuori dell’opera, verso il fedele che la osserva e la venera.

Leonardo Prencipe (Manfredonia, 1985) vive e lavora a Lecco come libero professionista nel settore delle arti visive. Diplomatosi a Brera col massimo dei voti, ha in attivo diverse esposizioni su tutto il territorio nazionale.
La sua opera ha per tema ricorrente la ricerca introspettiva che riguarda l’uomo e la donna, spaziando dall’acquarello all’olio, dalla tela al legno, nel disperato desiderio di esprimere coerentemente e realisticamente l’immanenza e la trascendenza di corpo e anima nella loro indissolubile unità.

leonardoprencipe.wix.com/lpartstudio

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FESTA DI S. FEBRONIA-TROFIMENA, Patrona di Minori (SA)

13 maggio 2011
Festeggiamenti in onore di S.Febronia-Trofimena
Patrona della Città di Minori
e Compatrona della Costiera Amalfitana.Tre sono le feste che si celebrano un suo onore nel corso dell’anno: 5 Novembre, 27 Novembre e il 13 Luglio.
Il 5 Novembre viene festeggiato anche l’onomastico e si fa risalire questa festa alla data del Ritrovamento delle spoglie sella Santa sulla spiaggia di Minori.Il 27 Novembre si festeggia il Rinvenimento dell’urna, che era stata nascosta per evitare ulteriori saccheggi da parte dei Longobardi.

Il 13 Luglio, che è diventata nel corso degli anni la festa probabilmente più importante in quanto cade nel periodo estivo, è attribuito alla Santa un Miracolo: Minori stava per essere attaccata dalle imbarcazioni dei predoni infedeli arabi del “Barbarossa”. La popolazione allora invoca l’aiuto della Santa che in una bellissima giornata estiva fa scatenare una tremenda tempesta che sbaraglia le imbarcazioni dei predoni mussulmani. Tale miracolo è riconducibile ai reali saccheggi subiti dalle città della Repubblica Amalfitana per mezzo di vari predoni corsari.

Santa Febronia-Trofimena aveva enorme venerazione nel territorio della Repubblica marinara d’Amalfi, ed ancora tutt’oggi la festa di S. Febronia-Trofimena è molto sentita dai discendenti di quegli amalfitani. In tempi più vicini ai nostri degli emigranti minoresi a New York hanno eretto una cappella anche in questa città americana e possiedono una copia fedele della statua che viene portata in processione per celebrare, al di la dell’atlantico la festa di Santa Febronia-Trofimena, Patrona di Minori.

I festeggiamenti del 13 Luglio, si concludono alle ore 23.00 con il tradizionale e suggestivo spettacolo pirotecnico sullo specchio d’acqua antistante Minori.

trofi2La Basilica di Santa Trofimena
Le vicende storiche di Minori sono strettamente legate al culto e alla venerazione per la Santa Martire Febronia-Trofimena, di cui, per più di un millennio, la cittadina ha conservato gelosamente le reliquie. L’urna contenente i resti della Santa fu rinvenuta, come riporta la tradizione, sulla spiaggia di Minori forse tra il VI-VII secolo.
Riconosciuta subito come Santa, i cittadini di Minori edificarono in suo onore un’imponente Basilica, ma le sue reliquie furono trasferite ad Amalfi per timore delle incursioni dei Longobardi che, nonostante ciò, nell’anno 839 riuscirono a trafugarle e a trasportarle a Benevento per opera del principe Sicario. Per intercessione del principe Radelchi e del Vescovo di Benevento, le sacre spoglie della Santa furono riportate a Minore dagli Amalfitani con solenne processione di clero e di popolo il 13 luglio 840 e nascoste gelosamente nella Basilica che nel 987, con l’elevazione di Minori a sede vescovile, divenne la cattedrale minorese.
Col passare dei secoli, però, si perse la memoria riguardo alla posizione esatta in cui erano state nascoste le reliquie. Soltanto verso la metà del Settecento, quando per volere del Vescovo Silvestro Stanà si iniziò a ricostruire la cattedrale, esse furono ritrovate, nella notte del 27 novembre 1793. A partire da quella data le reliquie sono custodita nella Cripta sotto il presbiterio della nuova cattedrale, che dalla prima metà del sec. XIX ha assunto l’aspetto attuale.

Basilica di S. Febronia-Trofimena.  Urna con le reliquie della Santa.

Basilica di S. Febronia-Trofimena.
Urna con le reliquie della Santa.

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FEBRONIA, LA SANTA DEI MISTERI

1 marzo 2010

Storia e Leggenda sono il più delle volte inconciliabili e questo lo sanno bene i pattesi che ormai da tempo vedono continuamente rimessa in discussione o addirittura sconfessata la “biografia” della loro amata patrona nonché concittadina Santa Febronia. In questi casi, si sa, la fede sovrasta, è di molto, la ricerca storica ma se da un lato questo può far piacere vista la mancanza di religiosità dei giorni nostri, dall’altro non ci si può lasciare trascinare da un bigottismo che offende l’intelligenza umana e, perché no, anche divina.

Sono tanti i dubbi, tante le incertezze e i buchi neri nell’agiografia della santa di Patti che nasconde un carattere ambiguo anche nel suo doppio nome: mentre, infatti, i pattesi la chiamano Febronia, gli abitanti di Minori, cittadina della costiera Amalfitana, venerano la stessa santa con il nome di Trofimena. Ma qual è il filo rosso che lega queste due cittadine? Secondo la leggenda tramandata nei secoli tra i fedeli, Febronia, bellissima giovane figlia di un benestante pattese di religione pagana, si converte al cristianesimo ricevendo il battesimo dalle mani di S. Agatone in un luogo emblematico detto Acquasanta, ancora oggi molto conosciuto dagli abitanti di Patti e dei paesi limitrofi. Febronia in breve tempo assurge alla piena fede nel nuovo Dio e decide di vivere casta e di dedicarsi unicamente alla preghiera e alla meditazione. Il padre non tollera la decisione della giovane poiché per lei aveva già previsto un futuro da moglie al fianco di un giovane distinto e nobile. Febronia resiste alle lusinghe e in seguito alle minacce del padre ed è costretta a rifugiarsi più volte presso il Monte di Giove, dove oggi sorge la nota contrada marittima di Mongiove. Nell’ultimo disperato tentativo di evitare l’ira del padre la giovinetta si getta in mare riuscendo a raggiungere la sponda al di là del monte. Tuttavia sarà lo stesso catturata dal genitore che accecato dal rancore infierirà su di lei fino ad ucciderla. Siamo nel IV d.C. sotto l’impero di Diocleziano ed è ancora molto forte l’odio nei confronti dei cristiani. La leggenda prosegue dicendo che il corpo di Febronia trasportato prodigiosamente dai flutti (o da alcuni cristiani) dalla costa pattese arriverà fino in Campania, ed esattamente in un piccolo borgo di pescatori chiamato Minori. Qui dopo anni di oblio l’urna che custodiva la santa viene ritrovata da una lavandaia sulla spiaggia ed in seguito i minoritari riconoscono in quelle spoglie la vergine Trofimena. Il culto diviene tanto importante da indurre la città di Minori a costruire una chiesa in onore della vergine che diventa così la santa patrona della cittadina. Fin qui la leggenda.  Ma che relazione può esserci tra questa sequenza di fatti e la realtà storica? Secondo gli studiosi nessuna, o meglio, non vi sono fonti e dati certi che possano provare l’esistenza di una santa nata, vissuta e martirizzata a Patti col nome di Febronia.

Gli studiosi, con a capo il più grande agiologo vivente, Réginald Grégoire, sono convinti che in realtà di S. Febronia ne sia esistita soltanto una, nata intorno alla fine del III secolo in Mesopotamia e precisamente a Sibapoli Nisibi (odierna Nusaybin al confine tra la Turchia e la Siria). Quest’ultima, orfana a soli due anni, crebbe sotto le cure della zia e di una religiosa di nome Tomaide, in seno a una di quelle prime forme di vita comunitaria sperimentate in Oriente. Anche questa Febronia conduce una vita fatta di castità e preghiera e anche lei subisce il martirio proprio durante le persecuzioni contro i cristiani perpetrate dai soldati dell’imperatore Diocleziano. Di questa storia esiste una vera e propria tradizione scritta testimoniata da diversi codici sparsi in mezza Europa. Negli scritti, esistenti in diverse varianti ma tutti derivanti da una stessa fonte, si apprende che a redigere la Passio Febroniae sia stata Tomaide, la consorella della santa. A sostegno della tesi di Grégoire da tempo si è schierato anche lo studioso Paolo Chiesa, che in passato si è occupato delle varie versioni latine dalla Passio Febroniae.  In definitiva questi autorevoli esperti concordano sull’esclusiva esistenza della santa di Nisibi e giustificano la presenza di una santa omonima proprio a Patti dicendo che questa è solo un’influenza del grande culto riservato alla Febronia siriaca intorno al VII secolo quando l’imperatore bizantino Eraclio aveva una figlia che portava questo nome. Casualità? Chi può mai dirlo? Certo è che, nonostante gli studi e le ricerche continuino a far scoprire verità stravolgenti e forse scomode, la fede vince tutto. D’altronde bella e commovente è la storia dell’incantevole giovane che sceglie Dio al posto della vita, e poco importa se S. Febronia sia nata a Patti o in Mesopotamia: i pattesi sempre con la stessa devozione continuano a pregarla e ad onorarla.

Salvatore Pantano

(da Hermes, percorsi culturali, turistici, enogastronomici della Provincia di Messina, n. 14 – marzo 2009)

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