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AGONES S. PHEBRONIAE V. D. M. | Rarissima raffigurazione di Santa Febronia del 1683

9 agosto 2017

Rarissima raffigurazione di Santa Febronia con gli strumenti del martirio, incorniciati da clipei intrecciati con motivo a tralcio spinoso.
Sulla sommità, dentro un ovale irradiante, e adorno di gigli, la scritta: “AGONES S. PHEBRONIAE V. D. M.”.
La sigla “V.D.M.” sta per Verbi Divini Minister, ovvero l’espressione latina che indicava il Ministro o Maestro della Parola di Dio, cosa curiosa, questa, in un’immagine devozionale dedicata a una santa, poiché tale espressione era usata nei secoli passati dal Protestantesimo per riferirsi ai ministri di culto, specie dopo la riforma calvinista del XVI secolo.
Secondo la tradizione, prima di subire l’atroce martirio, Febronia visse la sua intera esistenza all’interno di una comunità religiosa siriana, completamente assorbita dalla pratica della Lectio Divina. Fu una dotta religiosa, al tempo stesso modello e guida per quanti a lei si avvicinavano. In definitiva, essa in effetti rivestì in certo qual modo il ruolo di catechista e/o ministra della Parola di Dio.
Probabilmente è questa la ragione che ha indotto l’autore a usare l’espressione “V.D.M.” nel caso specifico di Febronia.
In basso, sotto la legatura del tralcio spinoso, l’immagine reca la firma dell’autore (in parte illeggibile) e la data 1683.
Tempera policroma su pergamena.
Luogo d’origine: Ambito tedesco
Luogo di ritrovamento: Monaco di Baviera.
Cornice a edicola in legno e foglia oro d’artigianato napoletano (epoca contemporanea).

Collezione privata.

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FESTA S. FEBRONIA, Patrona di Palagonia (CT) | cenni storici

15 maggio 2011

A cura di Giuseppe Maggiore
per Amedit-Amici del Mediterraneo

Prima pubblicazione: 2004
Ultimo aggiornamento: 2012

Palagonia | Sacello di S. Febronia, sec. XVI

Palagonia | Sacello di S. Febronia, sec. XVI

CENNI STORICI:

La festa è stata istituita tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 con l’attecchire del culto di S. Febronia a Palagonia, dovuto all’arrivo della reliquia e ad alcuni eventi prodigiosi. La più antica testimonianza di tale culto nella città è data dall’Eremo rupestre-bizantino sito in contrada Coste, risalente al VI-VII secolo, ove tra pregevoli affreschi uno ritrae il martirio della Santa. Una festa che in passato ha dato luogo a curiose, e talvolta discutibili, manifestazioni di euforia popolare, delle quali si sono occupati autori come Giuseppe Pitrè e Luigi Capuana, nelle loro indagini sugli usi e costumi popolari della Sicilia. Dopo svariate vicende che hanno visto di volta in volta la presa di posizione delle autorità civili, militari e religiose, oggi ha un tono decisamente più sobrio e religioso. Il simulacro di Santa Febronia oggetto della venerazione, è opera lignea di autore ignoto della seconda metà del ‘500, rivestito nel 1743 in lamine d’argento da argentiere palermitano. Esso viene custodito nel cinquecentesco altare della Chiesa Madre, dove rimane chiuso all’interno del sacello, ed esposto solo in alcune speciali occasioni nel corso dell’anno. Durante i festeggiamenti patronali di giugno viene rivestito del ricchissimo apparato di ex voto in oro e, posto su un pregevole fercolo a tempietto in legno e argento sbalzato del ‘700, condotto in processione per le vie della città.

La festa… da antica Pasqua ad ultimo baluardo dell’identità Palagonese”

 

image002<<Il festino in onore di lei dura dal pomeriggio della Domenica di Pasqua al martedì, senza contare un ottavario, che fa seguito al triduo. Rileviamone le cose principali.la sera del lunedì un popolo immenso si riversa nella Madre-Chiesa per assistere ad una funzione, veramente curiosa. Sull’altare maggiore sta preparato come un tronco di albero, il quale tutto ad un colpo si schiude in due parti, e lascia vedere la monachella Febronia in atto di preghiera. Sensibilmente poi dal soffitto comincia a scendere una miriade di angeli, due dei quali portano in mano una corona che posano sul capo della santa; costei, incoronata, va in estasi fra quella schiera di angeli, mentre da tutta la gente si levano disperate grida di: Viva S. Febronia! La mattina del martedì, un giorno della festa, il simulacro della santa, per dirupi, per sentieri tortuosi, è portato processionalmente a li Costi. Sulla via campestre che conduce a li Costi, e quasi ad un chilometro distante dal paese, attaccata ad un sasso sta una lapide segnata con una croce e con parecchi forellini alla parte di sotto. Quando il simulacro è giunto slide0008_image043all’altezza di detta lapide, la gente si ferma, e comincia a fregarsi le spalle sulla facciata della lapide col motto: “Santa Febronia, ‘nfurzatini i rini”; poi sputa entro i forellini col motto: “Vattinni a lu ‘nfernu, brutta bestia!” Infine bacia la croce. Giunti sull’altura e propriamente a li Costi, e dopo che un sacerdote ha biascicato alcune preci, si dà la stura alle bottiglie ed a vuotare le casseruole”¹>>.                                                                                                                                                                                                                                                                                da “Feste Patronali in Sicilia” di Giuseppe Pitrè

 (1) Le notizie riportate dal Pitrè sono tratte da un articolo un po beffardo del  sig. Michele Palmeri Torregrossa, insegnante alle elementari di Palagonia, apparso sul Giornale di Sicilia il 19.4.1895, e contestate da Gian Giuseppe Ponte, sotto lo pseudonimo “I Titani” in un volantino intitolato “Una Smentita”.

 image004<<La festa di Santa Febronia in Palagonia dà occasione a scene curiosissime. Questo paesetto trovasi situato proprio a ridosso d’una roccia, in vicinanza del Lago dei Palici, e al confine di quella pianura che Diodoro Siculo chiamò “ locum dignum majestate deorum”. Nei giorni precedenti la solennità, i più ricchi contadini fanno larghe gare di danaro e di cereali per disputarsi l’onore di portar gli stendardi alla testa delle sacre confraternite, e tale onore si mette formalmente all’asta pubblica. La statua della santa viene recata con tripudio per un sentiero ripidissimo che domina l’abitato. In tale occasione un punto della roccia ritiensi come prodigioso per coloro che soffrono debolezza di reni; e i popolani corrono in folla a fregarvisi devotamente le spalle, fra lo sparo non interrotto di mortaretti, il rullare di enormi tamburini famosissimi nei dintorni, e le grida entusiastiche di tutto un popolo di curiosi.>>

                                            da “Di alcuni usi e credenze religiose della Sicilia” di Luigi Capuana.   

 

Le Turbolenze di Santa Febronia

image009L’indegna associazione di Santa Febronia agli schioppi e alle ubriacature

Le vicende relative all’arrivo della reliquia, unite all’indole propria dei palagonesi, spiegano in qualche modo l’origine di certi costumi legati alla ricorrenza di Santa Febronia a Palagonia. Va detto che, tranne qualche isolato caso rimasto circoscritto in ambito paesano, questa città non può vantare personaggi di un certo spessore intellettuale che abbiano saputo farsi degni interpreti delle sue tradizioni. Ne consegue che raramente si sente parlare in maniera degna e rispettosa delle tradizioni palagonesi, alcune delle quali molto interessanti. Quando ciò si è verificato, da parte di osservatori esterni,  gli aspetti presi in esame sono stati trattati con una certa superficialità, dando ampio spazio ad arbitrie interpretazioni, spesso dettate dall’incomprensione. Del resto, i passi del Capuana e del Pitrè qui esposti, rivelano lo stesso tipo di approccio, e sono oltretutto notizie riferite in modo indiretto, come ci conferma lo stesso Pitrè  dicendo di averle tratte da un articolo di un certo Palmeri (non palagonese) apparso sul Giornale di Sicilia. Né diverso si può dire l’atteggiamento, in tempi più recenti (anni ’90 del secolo scorso), da parte di qualche palagonese che si sia cimentato a trattare l’argomento: vedi articoli sul giornale La Sicilia¹, in occasione delle modifiche apportate dal Vescovo di Caltagirone, in cui vengono esaltati gli aspetti “pagani” di tale festa. L’indegna associazione di Santa Febronia agli schioppi ed alle ubriacature risale all’800, quando cioè pare vi fossero ancora gli strascichi della contesa militellese. Se è vero che un certo tono brillante ed euforico abbia sempre accompagnato tali festeggiamenti, di schioppi e di ubriacature durante i pellegrinaggi alle

La “Spaccata ‘o Pignu”, rievocazione scenica dell’apoteosi di Santa Febronia.

La “Spaccata ‘o Pignu”, rievocazione scenica dell’apoteosi di Santa Febronia.

“Coste” non si può certo parlare almeno in tempi recenti. D’altra parte va anche detto che la festa di Santa Febronia a Palagonia sia quasi sempre stata per sua natura oggetto di discussioni negli ambienti ecclesiastici.  Più volte i vescovi succedutisi alla Curia di Caltagirone avevano cercato di intervenire al fine di moderarne certi aspetti poco ortodossi. Tuttavia, tali tentativi si erano rivelati per lo più degli insuccessi. Vigeva, molto forte tra la popolazione, la convinzione che Santa Febronia fosse una “santa popolana”, ossia una santa che appartiene al popolo e nelle cui questioni non potessero entrare le autorità, fossero esse civili o religiose. Quest’ultima considerazione è davvero molto importante;  e se da una parte “giustifica” un certo atteggiamento remissivo da parte delle autorità civili e militari che fecero più volte mancare il proprio supporto a quelle religiose,  dall’altra spiega anche il degenerarsi di una particolare devozione, non tanto in atti di fanatismo, come qualcuno li ha definiti, quanto in veri e propri atti di esibizionismo e di desacralizzazione, frutto di una religiosità non guidata. Gli effetti di tale malcostume a lungo andare si fecero sentire: in particolare, taluni momenti della festa (vedi la vigilia in chiesa madre), soprattutto intorno agli anni ’80-inizi anni ‘90 del secolo scorso, hanno fatto registrare una notevole degenerazione, fomentata anche dal succedersi di amministrazioni disposte a tutto pur di ricevere consensi, le quali avevano trasformato santa Febronia in una sorta di cavallo di battaglia per le slide0008_image036competizioni politiche. In tale periodo infatti, la festa patronale veniva fatta slittare a seconda della data delle elezioni comunali, generalmente in maggio. La sera della vigilia, sotto lo sguardo compiacente dei politici di turno, e quello impotente di qualche sacerdote, il fercolo della santa veniva consegnato ad alcuni facinorosi, i quali, organizzati in diverse fazioni, se lo contendevano a suon di musiche carnascialesche e di…risse.  Tali avvenimenti, oltre a fornire un’idea distorta del senso più vero di certi riti legati alla festa, hanno provocato una decisa presa di posizione da parte del Vescovo Manzella, appena insediatosi, che portò alle estreme conseguenze del 1992, anno in cui vennero definitivamente aboliti gli aspetti più peculiari che la caratterizzavano: i pellegrinaggi nelle contrade “Coste”, “Nunziata”, “Santuzza” oltre a tutta una serie di interventi disciplinari.

slide0008_image042In riferimento agli aspetti coloriti di cui si è parlato, va comunque detto che essi rientrano in una ricca casistica relativa alle feste religiose in Sicilia, in cui spesso si assiste a corse e balli accompagnati da allegre marce mentre si trasportano i venerati fercoli.

(1)    S. Mazza, Barbare usanze legate alla festa di Santa Febronia (La Sicilia 24.6.1980);  Nella “spaccata ‘o pignu” poco sacro, molto profano (La Sicilia 10.5.1981); Palagonia festeggia la Patrona (La Sicilia 16.5.1984); Palagonia: la festa è salva (La Sicilia 14.5.1986); P. Gulino, Febronia contestata (La Sicilia 9.5.1986); S. Mazza, La processione s’ha da fare? (La Sicilia 20.5.1992).

La Festa oggi

s. febronia palagoniaI festeggiamenti prendono il via generalmente il 21 giugno, annunciati dallo sparo di alcuni mortaretti e dal suono festoso delle campane. Nei giorni 21, 22, e 23 si tiene in chiesa Madre il solenne triduo di preparazione. Il 24 di giugno, vigilia della festa, preceduta dalla processione delle confraternite cittadine, dal “bacio degli stendardi” di dette confraternite e dalla processione della Reliquia, si rappresenta nella Chiesa Madre la tradizionale “Spaccata ‘o pignu” (rievocazione dell’apoteosi in Paradiso della Santa). Segue l’apertura del sacro Sacello di Santa Febronia, da parte del Parroco, del Sindaco e di un rappresentante anziano del Comitato dei festeggiamenti; il fercolo della Santa viene dunque portato sul sagrato della chiesa per il saluto da parte di una grande folla di fedeli. Giorno 25, giorno della festa vera e propria, in ricordo del martirio avvenuto nell’antica Nisibis l’anno 305, viene celebrata nella Chiesa Madre, una messa mattutina con il rito della “benedizione degli abiti votivi”, indossati dalle bambine. s.febronia_palagoniaLa Messa solenne è seguita dall’uscita trionfale del fercolo; quindi, in piazza Umberto si tiene la tradizionale vendita all’asta di una campanella, che darà all’aggiudicatario il diritto di suonarla per tutta la durata della festa e nel corso delle processioni. Nel tardo pomeriggio, la processione continua per le vie della città e si avvia verso la chiesa Madonna di Trapani per la venerazione dei fedeli. Poco prima della mezzanotte, si riprende la processione per il rientro del fercolo nella Chiesa Madre dove resterà esposto per tutto l’ottavario che si tiene con celebrazioni a tema.

Il taglio del nastro in piazza Umberto

Il taglio del nastro in piazza Umberto

Nel corso dell’ottavario, di particolare suggestione è il “pellegrinaggio in contrada Coste di S. Febronia”, reintrodotto nel 2005 in occasione del 17° Centenario del Martirio, con la reliquia della santa, e la S. Messa nei pressi dell’antico Oratorio bizantino di S. Febronia. Dall’anno 2011, motivato dal caldo torrido che interessa il periodo in cui ricadono i festeggiamenti, la processione della mattina del 2 luglio, a mezzogiorno (che negli ultimi anni avveniva con pochi fedeli), è stata anticipata alla sera dell’1 luglio, vigilia dell’ottava, dopo la celebrazione della S. Messa in chiesa Madre; tale processione aveva come meta la chiesa San Giuseppe (o talvolta la chiesa Maria Ausiliatrice); dal 2014 la processione dell’1 luglio ha come meta la chiesa di Sant’Antonio (Il Convento), riaperta nel dicembre del 2013. Il 2 luglio mattino, dopo la S. Messa solenne, la processione dal Convento alla Chiesa San Giuseppe; la processione della sera per altre vie cittadine, quindi la grande celebrazione eucaristica cittadina in piazza Garibaldi e il rientro del fercolo nella Chiesa Madre, salutato da un grande spettacolo pirotecnico che chiude i festeggiamenti.

Per tutta la durata dei festeggiamenti numerosi eventi artistico-culturali, spettacoli e competizioni sportive a cura delle varie associazioni cittadine.

festa s. febronia 2 luglio 2015 (10)

VEDI VIDEO DELLA FESTA

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A cura di Giuseppe Maggiore

per Amedit-Amici del Mediterraneo