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Il codice agiografico vallicelliano di Santa Trofimena

di Antonio Mammato

Al di là della devozione popolare, S. Trofimena rappresenta per Minori e per l’intera Costa d’Amalfi l’origine e il fulcro della propria identità civile e religiosa. Essa fu infatti, patrona dell’interno Ducato fino al 1208, anno in cui furono traslate ad Amalfi le reliquie dell’apostolo Andrea. Le vicende narrate nella sua leggenda agiografica hanno rappresentato la fonte principale per altre cronache altomedievali. In mancanza di fonti documentarie idonee questo tipo di documenti rappresentarono i punti di riferimento per gli storici e gli eruditi locali per la ricostruire delle vicende storiche legate all’origine e all’evoluzione delle città della Costa d’Amalfi.
Per la città di Minori la presenza delle reliquie tra le mura della città rappresentò l’elemento determinante per l’elevazione, nel 987, a sede vescovile suffraganea di Amalfi. Proprio l’elevazione a diocesi determinò la scelta di ricostruire l’originaria chiesa altomedievale ad Essa dedicata. La Cattedrale medievale, impreziosita nel corso dei secoli per volontà dei vescovi locali, fu ricostruita ad fundamentis a partire dal 1747. Il risultato finale è l’attuale maestosa Basilica di S. Trofimena, il più grande edificio religioso della Costa d’Amalfi, con l’elegantissima cripta con le reliquie della Martire, gioiello d’arte e fulcro della vita civile e religiosa della città.
Non deve essere, infine, trascurata l’importanza della leggenda agiografica di S. Trofimena per ricostruire il quadro di relazioni fra le diverse realtà amalfitane e le altre regioni dell’Italia Meridionale. L’analisi condotta sull’unico testimone manoscritto dell’Historia, recentemente riportato all’attenzione degli studiosi grazie all’opera di giovani studiosi del Centro di Cultura e  Storia “Pompeo Troiano” di Minori , permette di far luce sulle dinamiche che hanno caratterizzato l’universo culturale e cultuale minorese. Un contesto che mostra chiari legami con un più ampio quadro di riferimento, all’interno del quale il culto di S. Trofimena risulta profondamente inserito. Le recentissime acquisizioni storiografiche dimostrano una sua diffusione nelle regioni longobarde, e in generale in buona parte dell’Italia Meridionale, in un contesto in cui un ruolo fondamentale è stato rivestito dalla produzione agiografica beneventana redatta nai centri scrittori monastici di S. Vincenzo al Volturno e Montecassino.

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A. MAMMATO, La Santa e la Città: S. Trofimena e Minori. Problemi storiografici e tradizione manoscritta, Minori 2010.

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