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Dall’Oriente all’Occidente il culto millenario di Santa Febronia

A cura di Giuseppe Maggiore

per Amedit-Amici del Mediterraneo

Prima pubblicazione: 2004.

Ultimo aggiornamento: 2009.

Il culto di Santa Febronia nel mondo.

Chiesa-convento di S. Febronia. Hemo, Siria

Chiesa-convento di S. Febronia. Hemo, Siria

In Siria, nei luoghi del martirio, è attestata all’inizio del IV secolo la costruzione di una grande chiesa ad opera di san Giacomo, vescovo di Nisibi, per la cui realizzazione occorsero sette anni, da identificarsi con il tempio di cui si parla nella Passio Febroniae; un importante monastero intitolato alla santa, nel VII secolo; ed ancora una chiesa dedicata certamente a santa Febronia, della cui realizzazione fu promotore il vescovo Simeone, è attestata nella stessa città di Nisibi agli inizi dell’VIII secolo. Sempre in terra siriana, Febronia è ricordata nei martirologi fino al XIII secolo e da qui proviene anche una versione siriana della Passio presente in tre manoscritti databili dalla metà del VII al IX secolo. Il culto della santa pare abbia ricevuto un particolare impulso per opera dell’imperatore Eraclio (610-641) la cui una delle figlie si chiamava proprio Febronia e si diffonde parallelamente alla circolazione della Passio che intanto viene tradotta nelle varie lingue

Tomba di S. Febronia nel villaggio di Hemo - Siria

Tomba di S. Febronia nel villaggio di Hemo – Siria

dell’oriente cristiano. Inserita nei sinassari e nei menologi della chiesa greca; le vengono dedicati acrostici e inni (tra cui uno del celebre innografo Teofane Grapto). Nel villaggio di Hemo (nord della Siria), esiste una chiesa-convento di Santa Febronia, retta dalla Chiesa Ortodossa Siriana; nello stesso villaggio, ingabbiata in una struttura quadrangolare, si trova quella che la comunità cristiana del posto indica come la Tomba di S. Febronia. Intanto, una campagna di scavi archeologici condotta recentemente da

Siriac reliquary St. Febronia - Tell Tuneinir - Turchia

Siriac reliquary St. Febronia – Tell Tuneinir – Turchia

un’équipe americana guidata dal dott. Michael Fuller, ha scoperto nella località di Tell Tuneinir (Turchia), non lontano dai luoghi di origine della Santa, ciò che anche qui viene segnalata, dalla chiesa locale, come la tomba di Febronia, nonché un reliquiario marmoreo destinato a ospitare un dente, che trova riscontro nel racconto della sua Passio. A Costantinopoli, dove secondo il racconto della Passio, il corpo di Febronia fu portato intorno all’anno 363, accompagnato da numerosi miracoli, i quali ci vengono confermati anche nei Miracula Artemii,era titolare di un altare presso la chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere Ozeia, e se ne celebrava regolarmente la festa. Dall’ambito bizantino il culto ha raggiunto anche il mondo slavo, dove è attestato sia in Polonia, che in Russia, dove al 25 giugno la Febronia di Nisibis si ricorda insieme ai santi monaci Pietro e Febronia, morti nel 1228. In Romania, una sua insigne reliquia è venerata presso il Monastero di Hurezi, nella contea di Valcea; presso l’antico Monastero di Neamț, nella regione moldava, un affresco la raffigura nella chiesa del Seminario Teologico. In Kosovo, una preziosa icona del XIV secolo, custodita nel Monastero di Gracanica, la raffigura in trono con attorno le scene della vita e del martirio.

FEBRONIA, 1° a sinistra.  Berven, Bretagna - Francia

FEBRONIA, 1° a sinistra. Berven, Bretagna – Francia

In India, nella cattedrale di Tiruchirapalli, nel Tamil Nadu, un affresco raffigura il martirio della santa. Dall’oriente passa in occidente; in Francia, dove santa Febronia godeva, almeno fino al XV secolo, di un culto particolare presso i monasteri dell’ordine dei Celestini, congregazione diffusa in Italia e in Francia. Ciò è testimoniato, oltre che dalle traduzioni in francese della Passio, dalle numerose menzioni in calendari liturgici e officium proprium. Ancora nel XIX secolo il nome ricorre nell’onomastica: Febronia si chiamava infatti la sottopriora che stette al fianco di santa Teresa di Gesù Bambino fino al suo trapasso, nel monastero carmelitano di Lisieux. Nella cappella di Berven (Plouzévédé), in Bretagna, la santa è raffigurata con un seno scoperto in un ciclo di bassorilievi del coro ligneo (1720). Nella Bibliothèque de Reims, città dove morì il teologo gesuita Jean Francois Baltus, autore nel 1721 di una traduzione dal greco della vita di Santa Febronia, sono custoditi i Vangeli di Saint-Pierre-les-Dames, i cui piatti sono decorati con smalti di Limoges che recano una bellissima raffigurazione del martirio di S. Febronia e la Crocifissione.

Un chiaro indizio della presenza della Passio Febroniae in Spagna è dato proprio da una copia di essa appartenuta alla grande santa carmelitana Teresa d’Avila, oggi custodita nel museo teresiano di Avila; un pregevole busto reliquiario della santa è custodito nel Museo Nacional de Escultura di Valladolid. Nell’area tedesca, fra Germania, Boemia e Ungheria, dove troviamo vari codici risalenti al XIII-XIV secolo, contenenti la Passio, oltre alla menzione in calendari liturgici e in libretti di preghiere dell’XI secolo. Qui nel ‘700 scrisse anche il teologo tedesco Johann Nikolaus von Hontheim, sotto lo pseudonimo Febronio, da cui prese il nome la sua teoria “Febronianesimo”. In Italia: in Piemonte, a Novara l’anno 1615 il vescovo Carlo Bascapè faceva edificare una tra le più belle chiese della città: San Marco. Al suo interno lavorarono illustri pittori, tra cui Guglielmo Coccia, detto il Moncalvo, cui furono affidate le pitture delle cappelle di San Carlo e di Santa Febronia. Alla sua morte, avvenuta il 6 ottobre dello stesso anno, il vescovo Bascapè fu sepolto proprio nella cappella di S. Febronia, cui egli era molto devoto.

sante Febronia e Reparata.  Corteo delle Vergine e delle Martiri - Basilica di Cristo Re nel santuario di Lovere (BS)

sante Febronia e Reparata.
Corteo delle Vergine e delle Martiri – Basilica di Cristo Re nel santuario di Lovere (BG). Foto di Damiano Grenci.

Nella regione lombarda, a Milano: nel 1100 esisteva un altare a lei dedicato nella chiesa di San Protaso; ed un istituto, con annessa chiesa, fondato dal vescovo Cesare Monti nel 1645, e denominato “Luogo pio di santa Febronia”; il quale era destinato alla redenzione delle prostitute, attivo fino alla metà del ‘700. Si trattava probabilmente del Conservatorio di Santa Febronia già esistente dal 1474 fino al 1784, che la “Relazione con descrizione dell’Istituto, Rendite, ed obblighi de’ principali Luoghi pii della città di Milano” (12 maggio 1769), annota tra i “luoghi pii per l’allevamento e custodia di fanciulle ed orfane, per ritirare femine peccatrici e per i poveri vecchi e impotenti”. La santa è presente in vari calendari ambrosiani, litanie e salteri dall’XI al XV secolo; si hanno inoltre interessanti testimoni della Passio. Sempre a Milano, in corso Garibaldi, sono stati altresì individuati i resti di un’antica chiesa a Lei intitolata. A Bergamo, l’inquisitore domenicano Girolamo (Giovanni Pietro) Zopetto, fa erigere nel 1640 un altare a Santa Febronia presso la chiesa di San Bartolomeo; a Lovere (BG), nel corteo delle Vergini e delle Martiri che orna la Basilica di Cristo Re, Febronia è raffigurata insieme a S. Reparata. A Pavia, intorno al 1200, sono attestate delle reliquie di santa Febronia nella chiesa di san Marino, andata distrutta. In Veneto, a Venezia, presso la chiesa di San Domenigo de Castelo, fatta erigere dal Doge Marino Zorzi (e demolita nel 1808), esisteva un altare intitolato a s. Febronia; la santa era raffigurata in una pregevole tela del pittore Palma il Giovane, insieme a Cristo, alla Madonna e a una moltitudine di angeli; detta chiesa custodiva inoltre delle reliquie della santa (v. Il ritratto di Venezia di Domenico Martinelli, 1684); altri due dipinti sono documentati sempre a Venezia: il primo, del pittore tedesco Johann Rottenhammer (Hans), per la chiesa dell’Ospedale degli Incurabili (ora sede dell’Accademia di Belle Arti) che raffigura Santa Febronia coronata per mano degli angeli e colpita da una freccia mentre viene gettata a mare – l’opera sembra attingere dalla tradizione popolare fiorita a Patti, in Sicilia – (v. Notizie de’ professori del disegno da Cimabue in qua di Filippo Baldinucci, Firenze, 1702); il secondo del pittore veneziano Vincenzo Catena (1480-1531 circa), per la chiesa di

Corpo di S. Febronia a Monselice (PD). Proveniente dalla Catacomba di Calepodio, estratto per ordine di Clemente XI.

Corpo di S. Febronia a Monselice (PD).
Proveniente dalla Catacomba di Calepodio, estratto per ordine di Clemente XI. Foto di Damiano Grenci

Santa Maria Mater Domini, che pure la raffigura gettata in mare, mentre degli angeli le sostengono la mola che tiene appesa al collo e dall’alto Cristo le porge, per mano d’un angelo, una veste bianca (v. Le Maraviglie dell’arte ovvero le vite degli illustri pittori Veneti e dello Stato, Carlo Ridolfi, 1648). A Romanziol, fraz. di Noventa di Piave (VE), si trova l’antico Capitello di Santa Febronia che certe fonti danno esistente sin dal sec. XIV. Uno dei Corpi Santi custoditi presso la chiesa di san Giorgio della Quadreria delle Sette Chiese di Monselice (PD), viene indicato come quello di Santa Febronia. A Rovigno (Croazia, nella regione dell’Istria), città appartenente all’Italia fino al 1947, S. Febronia è raffigurata insieme a S. Brigida sullo sfondo della tela di S. Antonio da Padova, l’opera, di autore ignoto veneto (1674-1698), si trova nell’altare laterale destro della chiesa di San Giuseppe.

S. Febronia. Colonnato del Bernini - Roma

S. Febronia. Colonnato del Bernini – Roma

In Emilia Romagna, si hanno notizie di reliquie della santa anche a Bologna (segnalate dal Papebroch); a Ferrara, presso l’antica chiesa di San Francesco di Paola, detta La Croce (edificata nel 1549 per volontà del duca Alfonso I),  al primo altare destro v’era una S. Febronia Vergine e Martire, battuta alla presenza del presidente Lisimaco, dipinta da Girolamo Aguzzi del Finale di Modena (v. Pitture e scolture che si trovano nelle chiese, luoghi pubblici, e sobborghi della città di Ferrara, di Cesare Barotti, 1770); a Chiesa Nuova di San Silverio (BO) sappiamo dell’esistenza di un oratorio di S. Febronia, di cui se ne fa accenno ne “Le chiese parrocchiali della diocesi di Bologna, ritratte e descritte” Di Bologna diocese (1854); a Forlì, l’8 giugno 1686, quattro pie donne di Bologna acquistarono alcuni fabbricati di proprietà delle suore Cappuccine per istituirvi il Monastero di Santa Febronia e congregarsi al loro interno, professando la regola di San Francesco di Paola; nell’antico Borgo Schiavonia (attuale Corso Garibaldi nel centro storico forlivese), sorgeva la Chiesa di Santa Febronia, trasformata all’inizio del secolo scorso nel “Cinema Popolare” con funzione di sala da ballo. In Toscana, a Pisa, si ha notizia di un Monastero delle Monache Convertite nominato Santa Febronia, attiguo alla chiesa di San Cristoforo dal Ponte d’Oseri, da cui prese il nome anche la via S. Febbronica, ora S. Giuseppe (v. Vita di San Ranieri protettore della citta e diocesi di Pisa, di Bartolomeo Benincasa, 1842: Forma Pisarum: storia urbanistica della città di Pisa di Emilio Tolaini, 1979); a Colle di Val d’Elsa (SI), Luigi Biadi, in Storia di Colle in Val d’Elsa (1859) riferisce di una Fraternità di S. Febronia che si riuniva presso la chiesa di Santa Caterina e di una Congregazione di S. Febbronica costituita da Nobili Colligiani, la quale si adunava presso l’Oratorio di S. Filippo. In Umbria, a Schifanoia fraz. del comune di Narni (TR), nell’antico Santuario di San Michele Arcangelo, la Santa è raffigurata insieme a Sant’Artemio, cui la chiesa era originariamente dedicata. In Lazio, a Roma, dove, dopo la Demolizione di San Paolo a Piazza Colonna, vennero traslate nella chiesa dei SS. Carlo e Biagio ai Catinari, ove ancora oggi è custodita la testa, nella fenestella confessionis dell’altare maggiore. Una delle statue del Colonnato del Bernini, in Piazza San Pietro (braccio destro nord), realizzata nel 1667-1668 da Morelli Lazzaro (1619-1690), su commissione di Alessandro VII, raffigura la santa.

s. febronia, trani

Busto-reliquiario S. Febronia.
Museo Diocesano di Trani

In Puglia, a Trani, dove il corpo della santa giunto intorno all’anno 800, viene disperso durante i saccheggiamenti da parte dei saraceni, e del quale si riuscirono a conservare alcune reliquie, divenuta oggetto di grande venerazione, almeno nel corso dell’800, se ne celebrava la festa al 25 giugno e al 15 dello stesso mese, in ricordo della traslazione del corpo. Esisteva, presso la Cattedrale, ubicato al lato destro dell’altare maggiore (abside in cornu epistolae), l’altare di S. Febronia, costruito nel 1479 e rimosso nei lavori di restauro del 1837, il quale era titolato del patronato della famiglia Filangieri (v. Il Duomo di Trani: monumento nazionale storicamente ed artisticamente descritto, con note illustrative ed appendici di Francesco Sarlo, 1897); presso il Museo Diocesano di Trani, sono custoditi un Officium proprium della santa risalente al XVII secolo, un dipinto del ’600, e un busto-reliquiario ligneo del ’700. In Campania, fuori dall’abitato di Sant’Angelo dei Lombardi (AV), si erge la Torre Febronia, all’interno dell’Abbazia del Goleto, monastero fondato da Guglielmo da Vercelli nel 1135; la torre prende il nome da una celebre Badessa. Attestazioni di culto si hanno anche a Napoli, dove tra l’altro ritroviamo l’indicazione della sua festa (25 giugno) nel celebre Calendario Marmoreo, risalente al IX secolo, oltre alla presenza della Passio in uno dei più importanti codici agiografici, quale il Corsiniano (XI-XII secolo).

S. Febronia. Patti (ME)

S. Febronia.
Patti (ME)

A Minori (SA), dove, sebbene con il nome di Trofimena, fondato su una leggenda senza alcun fondamento storico, che la vede originaria di Patti (ME), viene venerata quale Patrona e solennemente festeggiata il 5 novembre e nel mese di luglio. Nella cattedrale è custodito quello che si ritiene essere il corpo della santa. In Calabria, è segnalata intorno al XIV secolo una chiesa ed un monastero di rito greco intitolati a santa Febronia, siti in contrada Calanna (18 Km da Reggio). In Sicilia, non ci è dato sapere esattamente quando giunse il culto, anche se con ogni probabilità ciò si sarà verificato durante il periodo di massima influenza della cultura bizantina. In ogni caso, è da ritenersi che esso sia attecchito per primo nell’area del messinese.

A Patti (ME), è solennemente festeggiata il 5 luglio come Patrona e Concittadina. Qui, come a Minori, si ritiene infatti, secondo una pia leggenda, che la santa sia di origine siciliana, vissuta e martirizzata proprio in questa città. Recenti studi hanno definitivamente stabilito che l’unica santa con questo nome è la Febronia di Sibapoli Nisibi. La città custodisce alcune reliquie della santa, ed ha creato un itinerario dei luoghi dove ella sarebbe vissuta e avrebbe subito il martirio per mano dello stesso padre. Proprio in una delle tappe di tale itinerario, nei pressi del comune di Gioiosa Marea (ME), sorgeva nel XII-XIII secolo il villaggio santa Febronia, nell’omonima contrada nota anche col nome Acquasanta, ossia il luogo ove si ritiene che la santa abbia ricevuto il battesimo. Altro agiotoponimo nel messinese si riscontra agli inizi del XII secolo, nella Piana di Milazzo, ove scorreva il fiume S.Fobonia (una variante del nome). A Messina, il culto di santa Febronia è testimoniato nel medioevo da una chiesa a lei intitolata, da cui prendeva nome il quartiere; ed ancora, nel XIV secolo, Febronia era il nome di religione portato da diverse badesse nei monasteri della città. A Palagonia (CT), il culto è rappresentato dall’Eremo di Santa Febronia (VI-VII secolo), in contrada Coste, Qui, nel ciclo di affreschi risalenti tra il XV ed il XVII secolo, uno in particolare raffigura la santa tra due carnefici, nel martirio dei denti e delle mammelle. La santa è venerata quale Patrona della città, almeno dalla metà del ‘500, epoca a cui risale la statua lignea rivestita in argento che viene portata in processione nel corso di solenni festeggiamenti (il 25 giugno ed il 2 luglio). La città è in possesso di una reliquia, il pollice della mano destra, giunta da Roma tra il ‘500 ed il ‘600. Indizi di culto si hanno anche a Palermo, dove nel 1693 moriva la venerabile clarissa suor Febronia Ferdinanda di Gesù, nativa di Caccamo (PA); la quale aveva assunto tale nome per la forte devozione alla santa.

Guglielmo Borremans, Il martirio di S. Febronia, 1733. Catania - Cattedrale

Guglielmo Borremans, Il martirio di S. Febronia, 1733. Catania – Cattedrale

Si ricordino inoltre, un altare nella cattedrale di Catania, con dipinto del Borremans (1670-1744); un dipinto del Vaccaro (1860) nella cattedrale di San Giuliano, a Caltagirone (CT); una statua nella chiesa Madonna della Catena (XVI secolo), di Militello V.C. (CT).

Negli Stati Uniti, ad Hoboken nel New Jersey, è stato introdotto il culto di Santa Febronia nel 1920. Qui, seguendo comunque la tradizione pattese delle origini siciliane della santa, è stata edificata una cappella in suo onore, in cui ogni anno viene festeggiata; ed è stata costituita la “Società Cattolica Santa Febronia Patti e circondario”.

Il Martirologio Romano ne celebra la memoria liturgica il 25 giugno, data nella quale viene ricordata anche dalla Chiesa copta e dalla Chiesa greco-ortodossa. La Chiesa etiope la venera con il nome di Cephronia, facendone memoria l’8 giugno.

Giuseppe Maggiore

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LEGGI ANCHE: Santa Febronia – Chi è

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5 commenti

  1. Interessante studio! Però devo fa notare che due immagini (Lovere e Monselice) mi appartengono anche come Copyright.

    Infine è errato scrivere “viene indicato come quello di Santa Febronia”: ma è chiamato Febronia ed è una martire romana della catacomba di Calepodio, per cui nulla di confondibile con la martire di Patti o Minori.


    • Gentile Damiano Grenci, abbiamo provveduto a indicare nella didascalia delle due immagini in questione il suo nominativo. Ci scusiamo per l’inconveniente. Per quanto riguarda la sua annotazione relativa all’identificazione della Santa raffigurata, le facciamo notare che in quanto santa venerata dalla Chiesa Cattolica e da quella Ortodossa, con il nome Febronia queste due Chiese riconoscono soltanto quella di Sibapoli Nisibis, in Siria. Tutti gli studiosi agiografi più autorevoli si sono pronunciati a riguardo, con accurati studi, e tutti concordano che stando alle fonti storiche documentate, non vi siano state altre sante con questo nome. Nome peraltro di chiara origine greca. Questo sito ha il solo scopo di rendere fruibili tutte le notizie riguardanti la storia e il culto di Santa Febronia, segnalando di volta in volta eventuali nuove notizie di “segni” di tale culto in varie parti del mondo. Se lei è a conoscenza di maggiori notizie relative a questa santa omonima di cui sarebbe stato rinvenuto il corpo presso le catacombe romane (e di cui peraltro riportiamo notizia nel sito), la preghiamo di offrirci il suo contributo al fine di approfondire meglio la notizia e di integrarne i contenuti nel testo in questione. La ringraziamo anticipatamente per la sua cortese collaborazione.


  2. Bello cancellare le opinioni altrui quanto sono sgradevoli, ma vere!


    • Gentile Damiano Grenci, non abbiamo cancellato il suo commento, ma semplicemente gli accessi che effettuiamo sul sito si limitano soltanto alle occasioni in cui c’è da pubblicare un qualche aggiornamento. Per cui vediamo solo ora il suo commento, e la risposta gliel’abbiamo data nell’altro suo commento. Cordiali saluti


  3. grazie!



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