Archive for the ‘Uncategorized’ Category

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MILANO: Chiesa-Oratorio di Santa Febronia, sec. XVII

10 agosto 2013

A cura di Giuseppe Maggiore

per Amedit-Amici del Mediterraneo
Immagine 11Nel 1644, l’arcivescovo Cesare Monti da’ l’assenso affinché il sacerdote Francesco Maria Grasso istituisca presso una sua vasta proprietà, il Conservatorio per le figlie povere o Luogo Pio di S. Febronia per le “zitelle, quali sono in evidente pericolo di perdere la loro pudicizia”, e cioè ragazze sotto i 12 anni figlie di prostitute o senza una tutela affidabile.
Venne imposto a queste l’abito religioso di S. Orsola con l’osservanza della Regola di S. Chiara. Nel 1784 viene soppresso e le ragazze confluiscono alle Stelline.
Prende il nome dalla martire cristiana orfana all’età di due anni, vissuta in una comunità ascetica della terra di Siria (a Nisibis, odierna Nusaybin). Il suo martirio, sotto Diocleziano (25 giugno del 305), viene ricordato come uno dei più cruenti.

Sempre a Milano la santa è presente in vari calendari ambrosiani, litanie e salteri dall’XI al XV secolo e si hanno inoltre interessanti testimoni della Passio. Nel 1100 esisteva un altare a lei dedicato nella chiesa di San Protaso, che custodiva tra l’altro le reliquie di San Giorgio. VEDI FONTE BIBLIOGRAFICA, DA: Memorie spettanti alla storia al governo ed alla descrizione della citta e della campagna di Milano ne’secoli bassi. – Milano, Giambattista Bianchi 1760-1771:

SCHEDA CHIESA-ORATORIO S. FEBRONIA
Comune: Milano
CAP: 20121
Indirizzo: Corso Garibaldi 79
Altri indirizzi/affacci su spazi pubblici: Via T. da Cazzaniga 9/6
ACCESSIBILITA’ DEL BENE: NO
Specifiche
I resti del perimetro murale in mattoni pieni oggi sono abbandonati tra le sterpaglie, in mezzo a un giardino condominiale. Presentano all’interno una serie di archi a tutto sesto, serrati tra doppie paraste poco aggettanti e sormontati da lunette anch’esse a tutto sesto.
E’ vietato l’accesso, date le cattive condizioni e la sua collocazione all’interno di una proprietà privata.
Ma è possibile scorgerne parte della sagoma da un muro di cinta di Corso Garibaldi, all’altezza del 79 o ancor meglio,
dalla parte retrostante, sul fondo di Via Cazzaniga.

SCARICA DOCUMENTO COMPLETO SUL MONUMENTO

da: “Il Ritratto Di Milano: Diuiso In Tre Libri” di Carlo Torre (1714):

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

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20080228_150048 Santa Febronia e corso Garibaldi 81
20080228_150135 Santa Febronia
20080228_150510 Santa Febronia
20081110_114551 I resti di S.Febronia invasi dalla vegetazione
20080228_150621 Dettaglio interno del fianco Est

LEGGI ANCHE: Santa Febronia – Chi è

A cura di Giuseppe Maggiore

per Amedit-Amici del Mediterraneo

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SANTA FEBRONIA A RAMACCA

24 novembre 2011

È stata inaugurata domenica 20 novembre a Ramacca una scultura ritraente Santa Febronia, la martire mesopotamica il cui culto, antichissimo, ha conosciuto nei secoli passati un’ampia diffusione dall’Oriente all’Occidente.

L’autore, Francesco Guzzardi, originario di Palagonia ma da oltre cinquant’anni residente a Ramacca, ha voluto così omaggiare il simbolo per eccellenza delle sue origini palagonesi, in cui si condensano sentimenti di fede e di appartenenza. L’opera, una scultura in pietra riproducente la Santa nella tradizionale iconografia, è posta in cima a una colonna corinzia alla cui base, in tre bassorilievi, sono raffigurati rispettivamente San Francesco d’Assisi, san Pio da Pietrelcina e il beato Giovanni Paolo II.

Nel corso dell’inaugurazione, alla quale sono intervenuti esponenti delle autorità civili e religiose cittadine, il Guzzardi ha raccontato come la realizzazione di quest’opera rappresenti il coronamento di un sogno che persegue fin da bambino, un soggetto, santa Febronia, con il quale confidava un giorno di riuscire a misurarsi attraverso l’arte della pietra, che lui coltiva in modo amatoriale ma con tanta passione e dedizione. Per l’occasione sono state messe in mostra altre sue opere raffiguranti alcuni uomini illustri, come il musicista Vincenzo Bellini, ma anche blasoni e stemmi civici, come quelli dei comuni di Ramacca e Palagonia.

All’evento ha preso parte anche una delegazione dell’associazione Amici del Mediterraneo, che ha accompagnato un gruppo di bambini impegnati in una serie di incontri con alcune maestranze locali, i quali relazioneranno in un servizio che sarà pubblicato sulla rivista Amedit.

Il sindaco di Ramacca, avv. Francesco Zappalà, entusiasta per il pregio artistico dell’opera, ha annunciato che provvederà al più presto all’individuazione di un luogo pubblico più idoneo dove possa essere ammirata da tutta la cittadinanza, costituendo al tempo stesso un ideale suggello d’amicizia con la vicina città di Palagonia. L’opera è attualmente esposta all’interno di un’area privata, ma visibile a chi giunge alle porte della cittadina ramacchese, sulla strada provinciale 254 prima di arrivare al cimitero.