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TRA LE COSTE DI SANTA FEBRONIA

25 gennaio 2014

s. febronia_affresco delle costeNuove folate di vento di una primavera morente solcavano le ritte pendici in prossimità della Valle dei Margi a non molta distanza dal paesino di Palagonia; una delle tante cittadine del catanese che immersa negli agrumeti con i suoi frastuoni quotidiani, continuava la sua vita di sempre in quel paesaggio ormai spoglio di verde. Immaginando di volare come un uccello libero nell’aria ci spostammo veloci da quegli odori e da quei frastuoni cittadini per allontanarci verso l’altopiano delle irte Coste di Santa Febronia. Un nome comune in questi luoghi che risuona nelle contrade accompagnato dal vento di tempi lontani che qui appaiono in foggia di isolate rovine. L’eco del nome di Febronia si protrae fino ad oggi nelle invocazioni dei fedeli durante la festa dedicata a questa santa martire; tuttavia la sua lontananza non è solo riferita al tempo delle persecuzioni ma anche allo spazio, difatti la sua provenienza è remota, così remota che Febronia qui in Sicilia non vi mise mai piede! Si scopre invero che il culto è figlio di una delle tante invasioni dell’isola e ci conduce proprio al tempo dell’occupazione bizantina quando dopo la conquista i culti greco-ortodossi si radicarono nelle società rurali che da pochi secoli, e con un certo ritardo almeno nelle zone più interne, avevano lentamente abbandonato il politeismo per il monoteismo. Dunque la passio di Febronia è strettamente confinata nella lontana Turchia e in particolare nella città di Nisibis (l’attuale Nusaybin) dove visse e vi morì; da Costantinopoli gli invasori bizantini portarono con se il mito attraverso un drappello di eremiti che giunti qui, scelsero questi monti come rifugio di preghiera, coltivando tale culto che a distanza di oltre mille anni, ancora oggi esiste con grande fervore. Mille anni però sono un tempo molto lungo per un culto non strettamente legato al territorio e la sua così strabiliante durata potrebbe essere il risultato del fatto che il racconto della sua passio è da considerarsi come uno tra i più cruenti e terribili conosciuti e tale aspetto potrebbe aver sicuramente favorito il fervore dei fedeli e la sua diffusione. (LEGGI L’ARTICOLO)

da: SiciliaFotografica.it