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ROMA E SANTA FEBRONIA DI NISIBIS | ROME AND SAINT FEBRONIA OF NISIBIS

12 agosto 2013

di Giuseppe Maggiore
Prima versione pubblicata nell’ottobre 2003.
Ultimo aggiornamento: Agosto 2013.

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Morelli Lazzaro, S. Febronia, 1667-1668.
Ubicazione: Nr. 26 (vedi figura Colonnato)

Nel braccio destro-nord del Colonnato del Bernini (casella N° 26), in Piazza San Pietro a Roma, è collocata la statua raffigurante S. Febronia Vergine e Martire di Nisibis, realizzata nel 1667-1668 dallo scultore Lazzaro Morelli (1619-1690), su commissione di Papa Alessandro VII (1599-1667). La santa è raffigurata con gli attributi della palma del martirio e delle cesoie utilizzate per tagliarle i seni.

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Santa Febronia di Nisibi

Conosciuta anche come: Febronia di Sebapte (Sebaste – Turchia)

Ricorrenza: 25 giugno

Cenni: Santa Febronia (Nisibis, III secolo – Nisibis, IV secolo) fu una cristiana che subì il martirio nell’antica Sibapolis, Nisibis (attuale Nusaybin, provincia di Mardin nella Turchia sud orientale, ai confini con la Siria). Viene venerata come santa dalle Chiese cattolica, copta e greco-ortodossa. Orfana all’età di due anni visse la sua esistenza all’interno di una di quelle comunità cristiane note, secondo quanto ci riferisce più tardi sant’Efrem il Siro da Nisibis, col nome “Figlie del Patto”, nate in Mesopotamia tra la metà del III secolo e l’inizio del IV secolo, di cui fu promotrice nella città di Nisibis S. Plotinide. Qui, sotto le cure della zia Brienna e della religiosa Tomaide, crebbe in virtù e dottrina, divenendo presto una grande guida spirituale per le consorelle e per le donne pagane della città.

Sotto la decima persecuzione indetta dall’imperatore Diocleziano viene catturata e condotta davanti al giudice Seleno. Il 25 giugno del 305, resistendo alle varie lusinghe, tra cui quella di convolare a nozze col giovane Lisimaco, nipote del giudice, e noncurante delle varie minacce, viene condannata al martirio. Il suo viene ricordato come uno dei più lunghi e cruenti martirii patiti dai cristiani dell’epoca: secondo la tradizione venne flagellata e sottoposta alle pene del fuoco, raschiata con pettini di ferro, le vennero tagliati i seni, le mani ed i piedi, cavati i denti ed infine fu decapitata. Nel 363 il corpo viene portato a Costantinopoli. Successivamente giunge a Trani, in Puglia, dove fino al ‘700 la santa viene venerata nel giorno 25 giugno con un motu proprio. Testimonianze del passaggio del corpo dalla città di Trani sono un reliquiario ligneo del ‘500 ed una tela custoditi presso il Museo Diocesano.

S. Febronia, incisione (1667-1668)

S. Febronia, incisione (1667-1668)

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Il Sacro Capo di S. Febronia in Roma

Chiesa San Carlo ai Catinari - Roma foto: Alvaro de Alvariis

Chiesa San Carlo ai Catinari – Roma
foto: Alvaro de Alvariis

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Palagonia – Reliquiario in argento contenente il pollice di S. Febronia

Il legame della città di Roma con la martire siriana è dato anche dall’insigne reliquia del Sacro Capo di Santa Febronia, custodita nella chiesa dei SS. Biagio e Carlo ai Catinari (Casa dei Chierici Regolari Barnabiti), all’interno della fenestella confessionis dell’altare maggiore, qui trasferita dopo la demolizione dell’antica chiesa di San Paolo a piazza Colonna. Varie fonti bibliografiche relative alla città riportano questa notizia , si veda: I tesori nascosti nell’alma città di Roma  di Ottavio Panciroli, p, 864 (1600, aggiornato e ristampato nel 1625); Ristretto delle grandezze di Roma di Pompilio Totti, p. 135 (1637). Qualche perplessità è tuttavia legata al cartiglio posto sul mento del cranio in questione, recante il nome “Felania”, che pure i padri barnabiti indicano essere quello di s. Febronia. Allo stato attuale, non sembra siano esistite sante con questo nome, nè si hanno notizie di culti dell’antichità aventi come referenti una figura (cristiana o pagana) avente questo nome. Come antroponimo Felania è presente in varie parti del mondo e sembra essere di origine francese (anche nella versione Felanie), ma si ignorano l’origine e il significato. Febronia è d’altra parte un nome che ha conosciuto varie corruzioni e/o versioni in base alle diverse lingue dei paesi in cui è presente (Febronie, Cephronia, Fibruniyah, Fevronija, Fevronia, Frabbonia, Profania, etc.) anche se in tutte conserva comunque una sua riconoscibilità. Risulta più difficile da comprendere come possa essere diventato Felania. Si tratta di un errore, di un’altra variante dello stesso nome? Non ci è dato sapere. In fatto di trasformazioni del nome Febronia, il caso più interessante è rappresentato dalle varie versioni esistenti a Palagonia (CT), che la venera come Santa Patrona: qui addirittura è stato trasformato in Bruna, Brunella, Bonina, Nella. Una persona estranea al luogo, come potrebbe immaginare che si tratti dello stesso nome? Sia come sia, la chiesa dei SS. Biagio e Carlo ai Catinari, che pure si segnala per la bellezza e la preziosità delle sue opere d’arte, fa del possesso di questa insigne reliquia un vero vanto, e attira frequenti pellegrini devoti a Santa Febronia. La comunità di Palagonia (Sicilia), che venera come reliquia della Santa il pollice della mano destra, giunto, secondo la tradizione, proprio da Roma nel 1624, per mano del frate Baldassarre da Leocata (Licata), coltiva da qualche anno il desiderio di venire in possesso anche di questa preziosa reliquia, al fine di custodirla e venerarla in modo dignitoso.

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Il Sacro Capo di Santa Febronia (al centro, tra quelli di altre due sante vergini), custodito a Roma
foto: Giuseppe Maggiore

LEGGI ANCHE: Santa Febronia – Chi è

LEGGI ANCHE: PALAGONIA: Il prodigioso arrivo della reliquia di Santa Febronia

LEGGI ANCHE: Dall’Oriente all’Occidente il culto millenario di Santa Febronia

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Guiseppe Cades St Febronia After Lazzaro Morelli's sculpture Carbonpencil on paper. Inscription in pencil. 235/232 x 195 mm Inventory number: D1589,51 Works, relating to this work: Morelli, St Febronia, The Colonnade, St Peter's Square, The Vatican Thorvaldsens Museum 2 Bertel Thorvaldsens Plads, DK-1213 Copenhagen K

Giuseppe Cades
St Febronia
After Lazzaro Morelli’s sculpture
Carbonpencil on paper. Inscription in pencil. 235/232 x 195 mm
Inventory number: D1589,51
Works, relating to this work: Morelli, St Febronia, The Colonnade, St Peter’s Square, The Vatican
Thorvaldsens Museum
2 Bertel Thorvaldsens Plads, DK-1213 Copenhagen K

Saint Febronia of Nisibis

Febronia is one of the 140 Colonnade saints which adorn St. Peter’s Square (in the right arm-North Colonnade, number 26). She is known as a Holy Virgin Martyr.

Also known as: Febronia of Sebapte

Memorial: 25 June

Died: martyred in 305

Canonized: Pre-Congregation

Representation: holding a palm of martyrdom and the shears used to cut off her breasts

St. FebroniaProfile: Virgin Martyr Febronia suffered during the reign of Emperor Diocletian in the third century. She was raised at a monastery in Sivapolis (Assyria). The head of the women’s monastery was the abbess Bryaena, who was St. Febronia’s aunt. Being concerned about her niece’s salvation, she assigned her a stricter form of life than the other nuns. According to their monastic rule, the sisters put aside their other duties on Fridays and spent the whole day in prayer and the reading of Holy Scripture. The abbess usually assigned the reading to St. Febronia.

News of St. Febronia’s pious life spread throughout the city. The illustrious young widow Hieria, a pagan, began to visit her, and under her guidance and prayers, Hieria accepted Holy Baptism, as well as bringing her parents and other relatives to Christianity.

Emperor Diocletian sent a detachment of soldiers to Assyria under the command of Lysimachus, Selenos and Primus with orders to destroy the Christian community. Selenos, the uncle of Lysimachus, was noted for his fierce attitude against Christians, but Lysimachus was of a different frame of mind, as his mother had sought to inspire love for the Christian faith in her son, and she had died a Christian. Lysimachus had discussed with Primus how it would be possible to deliver Christians from the hands of their torturers. When the detachment of soldiers approached the convent, the inhabitants hid. Only Abbess Bryaena, her helper Thomais and St. Febronia remained.

Abbess Bryaena was terribly afraid that her niece, St. Febronia, might fall into the hands of the torturers, who would defile her. She prayed fervently that the Lord would preserve her and strengthen her in the confession of Christ the Savior. Selenos gave orders that all the nuns of the convent be brought before him. Primus, along with the detachment of soldiers, found no one, except the two old women and St. Febronia. He regretted that they had not hidden themselves, and he suggested to the nuns that they flee. But the nuns decided not to leave the convent and entrusted themselves to the will of the Lord.

Primus told Lysimachus of the particular beauty of St. Febronia and told Lysimachus to take her for himself. Lysimachus said that he would not seduce a virgin dedicated to God, and he asked Primus to hide the other nuns so that they would not fall into the hands of Selenos. One of the other soldiers related this conversation to Selenos.

S. Febronia martire, Patrona di Palagonia. Incisione, sec. XVII.

S. Febronia martire, Patrona di Palagonia. Incisione, sec. XVII.

Thereafter, St. Febronia was led before the military commander with her hands bound and a chain around her neck. Selenos ordered her to deny Christ, promising her honors, rewards, and marriage to Lysimachus. The holy virgin firmly and fearlessly answered that she had an Immortal Bridegroom, and she would not exchange Him for any mortal man. Selenos subjected her to fierce tortures. Throughout her agony, the saint prayed, “My Savior, do not abandon me in this terrible hour!”

St. Febronia was beaten repeatedly, and blood flowed from her wounds. In order to intensify her suffering, she was tied to a tree and a fire was set under it. The tortures were so inhuman that the people began to demand an end to her sufferings, since St. Febronia refused to confess her guilt. Selenos continued to mock and jeer at her, but St. Febronia was silent. Because of the weakness brought on by the beatings, she was unable to utter a word. In a rage, Selenos gave orders to tear out her tongue, smash her teeth, and finally, to cut off both hands and feet. The people were unable to bear witness to such a horrid spectacle and left the scene of the torture, cursing Diocletian and his gods.

Among the crowd was the nun Thomais and her student, Hieria, who afterwards recorded St. Febronia’s martyrdom in detail. Hieria came out of the crowd and reproached Selenos for his cruelty. He gave orders to arrest her, but learning that Hieria was of illustrious standing whom he could not readily subject to torture, he said, “By your speech you have brought on Febronia even greater torment.” Finally, St. Febronia was beheaded.

Leaving the place of execution, Lysimachus wept and shut himself up in his quarters. Selenos attempted to eat, but was unable to take food, and went off to the quiet of his own chambers. Suddenly, he became deranged. Looking up to the heavens, he raved and bellowed like a bull, then fell down and struck his head on a marble column and died. When Lysimachus learned of this, he said, “ Great is the God of the Christians, Who has avenged Febronia’s blood, so unrighteously shed!” He prepared a coffin, placed St. Febronia’s body in it, and took it to the convent.

Upon seeing the mutilated remains of St. Febronia, Abbess Bryaena fell senseless. Later, she recovered and gave orders to open the convent gates so that all would be able to come and venerate the holy martyr and glorify God Who had given her such endurance in suffering for Christ. Lysimachus and Primus renounced their worship of idols and accepted both Baptism and monasticism. Hieria gave her wealth to the convent and petitioned Abbess Bryaena to accept her in place of St. Febronia.

Soon after her death, St. James, the Bishop of Nisibis, built a church and transferred into it a portion of St. Febronia’s relics.

Every year, on the anniversary of the death of St. Febronia, a solemn feast was celebrated at the convent . During the all-night Vigils, the nuns always saw St. Febronia, at her usual place in the church. Numerous miracles and healings occurred from her relics. The life of St. Febronia was recorded by the nun Thomais, an eyewitness to her deeds.

In 363, St. Febronia’s relics were transferred to Constantinople.

In the Coptic Orthodox Church, her feast day is 1 Epip which corresponds to 8 July (Gregorian Calendar) or 25 June (Julian Calendar).

SEE ALSO: THE STORY OF SAINT FEBRONIA OF NISIBIS (+304-305)

SEE ALSO: The Cult of St. Febronia: From Nisibis to Rome

A cura di Giuseppe Maggiore

per Amedit-Amici del Mediterraneo

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