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PALAGONIA: S. FEBRONIA…UN MONUMENTO SENZA POSA

14 dicembre 2012

91 SALVATORE DI PAOLA - monumenti di palagonia“Abbiamo deciso di effettuare dei lavori di riqualificazione di piazza Garibaldi. Verranno impiantate nuove piante, panchine in legno/ghisa e una fontana. Per fare questo bisognava riorganizzare tutta la piazza. Abbiamo, quindi, deciso di spostare il monumento dedicato a Santa Febronia. Verrà ricollocato in altra sede.” Con queste parole affidate al suo profilo sul social network Facebook, il sindaco di Palagonia, Valerio Marletta, ha annunciato in questi giorni l’idea di rimuovere il monumento a Santa Febronia, Patrona della Città, dalla piazza Garibaldi per riedificarlo altrove. L’iniziativa rientrerebbe in un più generale progetto di riqualificazione della centrale piazza, da anni abbandonata a un progressivo degrado. La realizzazione di una fontana cui si fa riferimento intenderebbe riproporre idealmente quella fatta edificare dal sindaco Margarone, e rimossa negli anni ’60 del secolo scorso su iniziativa del sindaco Salvino Fagone (un’opera molto idealizzata nella memoria collettiva, ma che nella realtà si presentava piuttosto mediocre, in quanto costituita semplicemente da una vasca circolare con al centro una palla di pietra, da qui il detto locale “a badda di Margaruni”). Attualmente la piazza Garibaldi si presenta tra l’altro priva delle storiche palme, devastate dal punteruolo rosso, venendo così a mancare anche le classiche “chiacchiri sutta a parma”. In compenso, ha fatto la sua comparsa una piccola isola di giochi per bambini, offerta da un istituto bancario (un’opera che per quanto apprezzabile, forse sarebbe stato più opportuno collocare in un luogo più idoneo, come la Bambinopoli o uno dei parchi di verde attrezzato presenti nella città, piuttosto che in una piazza storica). L’annuncio dello spostamento del monumento di S. Febronia ha suscitato, come era prevedibile, varie reazioni. In città i pareri si dividono tra chi è a favore e chi invece si dice indignato. Non mancano poi le prese di posizione che tradiscono ragioni più squisitamente politiche che vedono contrapposti sostenitori e detrattori dell’attuale Amministrazione comunale retta da Marletta. Ma veniamo al merito del monumento in questione, ripercorrendone le varie vicende; la sua storia è molto travagliata e questo spostamento altro non è che l’ennesimo di una lunga serie.

p.garibaldi epocaLe origini del monumento in questione risalgono al XVIII sec., eretto in onore della Patrona successivamente al disastroso terremoto dell’11 Gennaio 1693. Originariamente era posto lì dove oggi si monta il palco per gli spettacoli e la statua raffigurante Santa Febronia, posta su un una base composta da tre gradoni quadrati sormontati da una colonna che finiva con un capitello corinzio, era rivolta verso il centro storico, poichè prima il paese era arroccato solo alle pendici del Poggio Croce. Simbolicamente la posizione stava a significare la protezione della Santa al paese. Intorno agli anni ’20 del XX sec. il monumento venne rimosso con la sistemazione della piazza e mai più ricollocato. La statua marmorea di pregevole fattura venne salvata, e per decenni è stata conservata presso l’Istituto San Giuseppe delle suore salesiane, lasciata esposta alle intemperie e all’incuria presso un cortile.  Nel 2000 venne esposta a Caltagirone nella mostra organizzata dalla Diocesi in occasione dell’anno giubilare. L’essere stata oggetto di una simile attenzione, che le vedeva in qualche modo riconosciuta la dignità di opera d’arte, fece pensare che al suo rientro in città le sarebbero state riservate maggiori cure e, magari, una sistemazione più idonea. Nel 2002, l’associazione AMEDIT la ritrova sempre lì, in quel cortile dell’Ist. San Giuseppe, poggiata a terra a ridosso di un’aiuola, in totale stato di abbandono. Venne pertanto, prima esposta all’interno della mostra “La Santa venuta dall’oriente”, organizzata lo stesso anno dall’associazione presso il Palazzo Blandini (quando ancora tale edificio versava in stato di abbandono) e successivamente, sempre a cura della stessa AMEDIT, venne trasferita presso la Chiesa Madre, dove tutt’ora si trova, affidata alle cure della parrocchia e del Comitato dei festeggiamenti patronali. Oggi la si può ammirare ergersi dalla finestra centrale della facciata della chiesa. Nel 1999 per volontà di un devoto alla p.zza Garibaldi, anni '20Santa, il sig. Sipala, palagonese residente a Ginevra, il monumento torna a fare la sua apparizione, ma in altro luogo, che venne individuato dall’allora amministrazione capitanata dal sindaco Salvino Fagone nella piazza Umberto (chiazza vecchia): qui la riproduzione in cemento della statua in marmo del ‘700, realizzata dallo scultore Gaetano Le Moli, venne eretta su un’alta colonna, affinchè l’insieme dell’impianto ricordasse l’aspetto del monumento originario, così come ce lo mostrano alcune foto d’epoca. Nel 2005, sotto l’amministrazione retta da Fausto Fagone, figlio di Salvino, il monumento venne di nuovo abbattuto poichè in piazza Umberto la sua presenza sacrificava un bel po’ di posti auto e, ricorrendo in quell’anno il XVII centenario del Martirio di S. Febronia, veniva nuovamente inaugurato in piazza Garibaldi, con un nuovo assetto, che vedeva la statua collocata su un parallelepipedo rivestito in marmo, sproporzionato e di dubbio gusto. Il fatto di trovarsi in un luogo centrale come la piazza principale della città, poteva far ipotizzare che sarebbe stato fatto oggetto di culto e di particolari cure da parte dei cittadini tanto devoti alla loro amata Patrona. In verità tale monumento è sempre stato ignorato e non ha fatto registrare negli anni nessuna manifestazione devozionale da parte di chicchessia (come ad esempio avviene per l’edicola votiva della Santuzza o per il più recente monumento a Padre Pio). p,zza Garibaldi con la fontana,1954Colpa forse del fatto che nessun luogo è così poco esercitato dai cittadini come la storica piazza Garibaldi (a parte alcuni momenti topici come le annuali feste cittadine). Siamo dunque ai giorni nostri. La notizia di un nuovo spostamento per il monumento circolava già da alcuni mesi, e in taluni ambienti parrocchiali si era ipotizzato che una possibile nuova e più idonea collocazione della sacra effigie avrebbe potuto essere nella facciata della chiesa Maria SS.ma di Trapani, sita nella stessa piazza. L’idea, nello specifico, era quella di collocarla in corrispondenza dell’unico elemento architettonico rimasto della vecchia fabbrica di detta chiesa (una lesena corinzia). L’insieme avrebbe in qualche modo rappresentato l’unificazione di due simboli del patrimonio architettonico, artistico e religioso della città, che caddero sotto l’azione di poco accorti amministratori (politici e religiosi) del passato. Per ragioni di memoria storica, e di valenza simbolica, tale idea era da ritenersi ampiamente condivisibile.

monumento s. febroniaLe cose invece sono andate diversamente. L’amministrazione comunale sembra infatti aver individuato la  collocazione della rimossa statua di S. Febronia nella rotonda in cima alla via Palermo, adducendo ragioni di maggiore visibilità dell’opera. Se ciò fosse confermato, non sembra sia stato tenuto in conto, nel compiere tale scelta, che nello specifico non si trattava di collocare una fontana, una qualche scultura di tipo ornamentale o qualunque altra cosa avesse come fine quello di fare arredo urbano. Si trattava in questo caso di trovare un’idonea sistemazione per una scultura a soggetto sacro, e questo al di là dei convincimenti di ordine religioso che ciascuno possa avere a riguardo. Trattandosi dell’effigie di una Santa Patrona, va da sé che questa riveste la duplice valenza di icona religiosa e di simbolo dell’identità storico-culturale della città, poiché qui come altrove, la storia della comunità locale si è da sempre intrecciata con quella di un culto multiforme e variegato come quello tributato alla Santuzza; un culto sedimentatosi in secoli di tradizioni, riti, aneddoti e sentimenti condivisi da ampie porzioni della popolazione. Eppure questo enorme bagaglio di storia rappresentato dalla figura della Celeste Febronia non sembra riuscire a trovare una sua giusta collocazione agli occhi dei moderni “figli dei Palici”; sintomo forse di una carente consapevolezza della propria storia, delle proprie radici culturali e cultuali, se non di una vera e propria mancanza di rispetto e di sensibilità verso quei simboli che sono cari a ciascuna comunità che si rispetti e che in virtù di ciò dovrebbero essere tenuti in gran conto da parte di chi ha l’onere di compiere delle scelte oculate e il più ampiamente condivise, nei confronti della città che rappresenta. Dal canto suo il sindaco Marletta (sempre attraverso Facebook) risponde a chi non mostra di apprezzare questa sua iniziativa: s. febronia, piazza garibaldi“Non capisco chi polemizza in questi giorni. Ognuno è libero di non condividere questa decisione, ma trovo paradossale e ipocrita chi ci accusa di “voler distruggere” i simboli della cristianità”. Noi siamo sempre stati rispettosi verso i credenti della nostra comunità. Lo abbiamo dimostrato con i fatti.” Certo. È un fatto che mai come in questi ultimi mesi si è vista un’Amministrazione tanto presente ad ogni “suono di campana”. Anzi, forse anche troppo! un tempo c’erano solo determinate ricorrenze che prevedevano la partecipazione ufficiale delle autorità civili a degli eventi religiosi, ed erano la Settimana Santa e Santa Febronia. Oggi ogni celebrazione religiosa, dalla più importante alla più piccola, vede in prima fila Sindaco e Assessori comunali. E non riteniamo sia un buon segno. Il troppo storpia…anche perché ci si dovrebbe ricordare che si è parte di un’istituzione laica e rappresentanti di un’intera collettività all’interno della quale sono presenti varie espressioni di credo e finanche di nessun credo religioso. Se da un lato stupisce vedere tanto senso di partecipazione alla vita religiosa cittadina da parte di un’amministrazione “rossa”, dall’altra sorge il sospetto che dietro tanto ossequio all’imperante atmosfera da sacrestia che si respira negli ultimi tempi a Palagonia, si nasconda la solita metodica di passerella politica per affastellare consensi. E intanto Febronia farà da spartitraffico tra chi sale e chi scende…

R.A.

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