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PALAGONIA: Il prodigioso arrivo della reliquia di Santa Febronia

24 giugno 2010

A cura di Giuseppe Maggiore
per Amedit-Amici del Mediterraneo
Prima pubblicazione: 2004

Palagonia - Eremo S. Febronia, affresco che ne raffigura il martirio.

Palagonia – Eremo S. Febronia, affresco che ne raffigura il martirio.

Santa Febronia di Papuli¹ vinni

A li Costi s’intrattinni

S’intrattinni ‘nmienzu la via

Santa Febronia di Palaunia.

(1) Papuli sta per Sibapoli, città natale di Febronia.

<<… La leggenda orale racconta delle reliquie del suo corpo e del loro culto in Palagonia:

Un frate domenicano¹  (o cappuccino, come si vuole da Rocco Pirri), reduce da Roma portava in Militello sua patria alcune reliquie, tra le quali quelle di Santa Febronia. Cammin facendo, smarrì la strada e dovette pernottare in Palagonia, anche perché si era scatenato un impetuoso temporale. In quella notte gli apparve in sogno una vaga fanciulla che si disse S. Febronia, e gli ingiunse di consegnare al parroco di quel comune le sue reliquie volendo essere riconosciuta come protettrice e patrona di esso. La dimani il tempo si era rimesso a buono ed il frate pensò di riprendere il viaggio senza curarsi più che tanto degli ordini ricevuti. Giunto sulle alture di Palagonia, e, proprio alle grotte, comunemente intese li Costi, si scatenò un nuovo temporale che l’obbligò a riparare in quelle. Di nuovo abbonacciò il tempo, ma quando il frate volle riprendere il viaggio, le gambe non gli si reggevano, e la mula non volea dare un passo. Che gli rimaneva di fare? Rientrare in Palagonia e provvedere ai casi suoi. E lì consegnò le reliquie. E fu savia risoluzione la sua, perché il cielo si rasserenò ed egli potè liberamente tornare a Militello. (…).>>

 da “Feste Patronali in Sicilia” di Giuseppe Pitrè

1) Trattasi di Frà Baldassarre da Leocata (Licata). La vicenda narrata, secondo le fonti, si è svolta nel 1624, sebbene il culto della Santa a Palagonia fosse già ben consolidato, intorno alla metà del 1500. La più antica testimonianza è data dall’affresco rupestre dell’Eremo di Santa Febronia in contrada Coste.

La notizia accolta dal Barone di Palagonia

Palagonia - Chiesa San Nicola

Palagonia – Chiesa San Nicola

 <<…Il  principe¹ non credendo a tutto quel racconto stava per andarsene, quando all’improvviso apparve Febronia dicendo: “O principe di Palagonia ti annunzio che a giorni avrai un erede.” Il principe, sposato da vent’anni, non sperava più in un erede. Non ebbe tuttavia il tempo di ribattere che Febronia scomparve. Trascorse alcune settimane il principe apprese dalla moglie di stare aspettando un figlio. Allora, alla presenza del parroco, il principe gridando al miracolo proclamò Santa Febronia Patrona di Palagonia e levatosi il prezioso collare e l’anello li donò alla santa dicendo: “Farò scolpire una statua e costruire una grande chiesa per ospitare tutti i cittadini di Palagonia!”. Vent’anni dopo il principe moriva e il figlio Nicola, saputo dalla madre quanto era accaduto al padre, fece costruire una chiesa in suo ricordo chiamandola san Nicola.  >>                                        

trascrizione di un’antica leggenda orale.

 

S. Febronia intercede insieme alla B.V. Maria per le Anime del Purgatorio.  Olio su tela, XVII sec. (dalla Chiesa San Nicola - Palagonia)

S. Febronia intercede insieme alla B.V. Maria per le Anime del Purgatorio.
Olio su tela, XVII sec. (dalla Chiesa San Nicola – Palagonia)

(1)    Leggasi “barone”, poiché all’epoca in cui è ambientato il racconto (metà del XV sec.) i Gravina erano ancora una  famiglia baronale, passata al titolo di Principe solo nel 1629.

La notizia accolta dal popolo e la contesa con i militellesi

 

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Palagonia – Reliquiario in argento contenente il pollice di S. Febronia

Secondo un’antica tradizione,  i militellesi, venuti a sapere tali fatti vennero a Palagonia per reclamare la reliquia, al che i palagonesi, non accettando di buon grado tale richiesta, proposero una soluzione: si ponesse la reliquia su di un carro trainato da quattro buoi e la dove si sarebbe diretto il carro sarebbe rimasta la reliquia. Furbescamente, i palagonesi misero allora da parte loro due giovenche mentre i militellesi, credendosi altrettanto furbi, dovendo le bestie affrontare la salita per prendere la direzione di Militello, misero due grossi tori. Ma ovviamente, le giovenche, poste davanti, preferirono prendere la discesa che conduceva verso Palagonia, ed i tori finirono col seguirle. Fu così che l’ambita reliquia venne aggiudicata dai palagonesi. Ciò diede luogo ad una secolare contesa tra le due vicine città, come viene riportata ancora  molti secoli dopo tali avvenimenti, da vari autori.

Palagonia - Processione di S. Febronia in c.da Coste

Palagonia – Processione di S. Febronia in c.da Coste

<<…Tornando al nostro cocciuto frate domenicano diremo che la notizia del mirabile avvenimento e delle circostanze che lo accompagnarono si diffuse subito pel comune; e S. Febronia fu senz’altro proclamata patrona di esso. Nella contrada delle Costi fu costruito un romitorio¹. I militellesi saputo delle reliquie lasciate dal loro concittadino a Palagonia n’ebbero invidia e forse dispetto; e non seppero rassegnarsi a rimanerne privi. Ogni anno, nel martedì di Pasqua, festa della santa, i palagonesi ne conducevano la statua alle costi. Quale occasione migliore per rubarla e portarla a Militello? Ed eccoli scendere, armata mano, a quel posto e dar l’assalto alla statua. Sorpresi ma non sgomenti, i palagonesi reagirono energicamente, e, forti del loro diritto e della protezione della santa, respinsero gli aggressori picchiandoli di santa ragione. Non c’era da scherzare. L’anno seguente a questa imboscata, S. Febronia fu accompagnata all’eremo dai devoti, armati fino ai denti, e così fecero sempre negli anni dipoi fino al 1862, in cui un sindaco² di buona volontà persuase i suoi compaesani a smetter lo strano costume, tanto i militellesi non avrebbero più pensato a molestarli. E S. Febronia non ha più la ingrata associazione di schioppi e di altre armi.>>

                         da “Feste Patronali in Sicilia” di Giuseppe Pitrè

(1) Più verosimilmente la Chiesa S. Nicola, poiché l’eremo delle Coste risale al VI-VII sec.

(2)  Trattasi del prof. Ercole Ponte.

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A cura di Giuseppe Maggiore
per Amedit-Amici del Mediterraneo